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Nel mare magnum delle nuove uscite discografiche fatti guidare dai nostri redattori musicali, non da un algoritmo!

Leggi le recensioni dei migliori dischi di febbraio selezionati per NEU RADIO e ascoltale nel podcast dalla loro voce, assaporando un brano tratto dal disco.

Laurent Fintoni - All Tomorrow's Archives

Staying: Leaving Records Aid to Artists Impacted by the Los Angeles Wildfires by Various Artists

Los Angeles è una città che mi è cara per molte ragioni: ci ho vissuto, ho molti amici lì ed è una delle mie città preferite al mondo perché è bella in modi che spesso sono percepiti come sbagliati da molte persone dall'esterno, ma che hanno una bellezza incredibile se impari a riaggiustare la tua percezione e ti lasci vedere la città nello stesso modo in cui la vedono molti di coloro che ci vivono. All'inizio di quest'anno LA è bruciata di nuovo, ma questa volta gli incendi sono stati molto peggiori portando via parti di città e quartieri accanto a LA proprio. La devastazione è difficile da comprendere se non ci hai mai vissuto o non ci sei mai stato, ancora più difficile perché parte di essa ha avuto un impatto su molti artisti e comunità emarginate che si erano create uno spazio per se stesse che ora è cenere. Questa compilation di Leaving Records raccoglie fondi per queste vittime e dipinge un bellissimo quadro sonoro della diversità musicale e artistica che la città ospita da decenni, oltre sei ore di tracce esclusive e registrazioni dal vivo, molte delle quali di artisti direttamente colpiti. Sarà un anno lungo e sarà una lunga strada, ma le comunità colpite e la città si riprenderanno.

 

Gianluca Zamproni aka Zamp - 2 OR DIE

Otis Kane - “Violet”

Pur iniziando a cantare da pischello, prima di dedicarsi alla sua musica Anthony Vazquez passa molto tempo dietro le plance di missaggio e come strumentista, lavorando al suono di nomi quali Wiz Khalifa e Nick Jonas. Nel 2019 abbandona i dietro le quinte e comincia a pubblicare alcuni singoli nei panni di Otis Kane, firmando poi nel 2021 il suo primo progetto, Purple BLUE. Arriviamo al 25 gennaio 2025, giorno in cui esce Violet, secondo disco (ormai mi perseguitano...) dell’artista e nostro disco della settimana.

Dietro una copertina che omaggia le cover con faccione in primo piano e colori desaturati tipiche di tante gloriose produzioni anni ‘70, si celano 12 brani ispirati e astuti, che immortalano un artista nel pieno della sua presabene-era.
I testi esplorano in maniera recidiva le pieghe dell’amore nei suoi vari stadi, dall’epoca del solo miele e fuoco a quelli del consapevole agrodolce, il tutto accompagnato da un bel souly/funky/r’n’by sound che ci proietta tra le tinte di un rosso sole all’orizzonte schermato dalle palme di Los Angeles, terra natale di Kane.

Disco senza impegni e ottimo per accompagnare un aperitivo in terrazza, magari fra qualche mesetto, quando ci sarà̀ bisogno di un disco fresco per placare il caldo.

 

Igor - Cold Wave

Heartworms - “Glutton For Punishment”

 

 

 

 

 

 

 

 

Heartworms è il progetto solista di Jojo Orme, talentuosa e giovanissima musicista inglese che, già dalle prime apparizioni, aveva messo in mostra idee molto chiare che trasformava in brani dalle caratteristiche post punk a tinte dark. A ciò accompagnava una scelta di immagine, nella quale esprimeva tutta la sua passione per l’aeronautica militare, una divisa che indossa spesso anche nei suoi live, cosa che le ha procurato qualche incomprensibile critica (ma non lo facevano anche i Clash?).

Quando è riuscita a mettere insieme qualche brano e un po’ di coraggio, ha inviato tutto alla Speedy Wunderground di Dan Carey (Squid, Fontaines DC, Goat Girl, Wet Leg, tra gli altri) che, da vecchia volpe, ha subito intuito le potenzialità di Jojo e l’ha subito aggiunta alla sua scuderia di future promesse della musica. Nel 2022 si inizia a fare sul serio, esce “Consistent Dedication” accompagnato da un video che è vera una bomba, in cui Jojo inizia cantando tra sospiri e pop sognante. Una dimensione dark che finalmente si discosta dai soliti cliché di ascolti, mentre lei si mostra sicura e sfacciata nella sua divisa militare. Nel 2023 esce il suo primo EP dal titolo “A Comforting Notion” nel quale, oltre a “Consistent Dedication”, troviamo altri pezzi che dimostrano il valore del progetto e che denotano un certo stile originale e preciso, che finirà per farla distinguere nel panorama dance-punk gotico. D’altronde, è raro vedere artisti che escono a razzo con un'identità così forte, ma Jojo Orme sa esattamente chi è e cosa vuole ottenere.

Così il 7 febbraio scorso esce finalmente la prima prova sulla lunga distanza, che è l’album di cui parliamo oggi. All’interno di "Glutton For Punishment", titolo del disco si sentono svariate influenze, da PJ Harvey (che sembra l’ispirazione più evidente) a Siouxsie (soprattutto in “Warplane” e “Celebrate”), dagli Interpol di Paul Banks per l’approccio revivalista, all’elettro rock teutonico (Fraftwerk in primis); non a caso la nostra frontman inglese ha dichiarato di adorare gli svizzeri Grauzone, che la loro storia nella new weve tedesca l’hanno fatta all’inizio degli anni 80 con un unico disco, che è una pietra miliare della Neue Deutsche Welle. Questo disco spazia con facilità e senza effetti collaterali tra il post punk, il goth e l’elettronica da dance floor a tinte cupe.

Da segnalare i brani “Jacked”, un’incontenibile e bellissima cavalcata di pura fisicità chitarristica, “Warplane”, probabilmente l’inno dell’album e l’affascinante “Extraordinary Wings”, un sinth stile Fraftwerk tagliato con un trip hop ondulato e avvolgente.

 

Albi Bello - Museek:Response

Om Unit - Acid Dub Studies III

Jim Coles è un’istituzione dell’underground inglese che non ha bisogno di presentazioni: tra Om Unit e Philip D Kick ha dato alla scena dub/jungle un contributo musicale fondamentale, supportato da una coerente e battagliera etica culturale, che lo ha portato recentemente ad abbandonare Spotify e a stabilirsi tra i più attivi artisti a potersi fieramente e vermanete definirsi indipendente.

Il terzo capitolo della serie Acid Dub Studies chiude la trilogia dedicata ai suoni della Roland 303, sapientemente manipolati in 3 capitoli dal valore enciclopedico. Una saga durata 5 anni che ha dato lustro a uno strumento che ha fatto storia, di cui il nostro Coles conosce i segreti e gli utilizzi più ampi ed eclettici, regalandoci un disco che va da fumose atmosfere dub fino a irresistibili gemme dancefloor, con le quali Om Unit si dimostra un eclettico producer, capace di unire più generi e stili con una serenità invidiabile. Mito!

Per non perderti nel mare magnum delle nuove uscite discografiche e non farti guidare da un algoritmo, scopri le migliori uscite discografiche selezionate dalla nostra redazione musicale!

Ecco il riassunto dei dischi del cuore di NEU RADIO di luglio

Leggi le recensioni e ascolta il podcast per scoprire direttamente dalla loro voce la recensione e gustare un brano del disco.

Max Bello, curatore di Seed

BlackFilter - Batuki

BATUKI è il nuovo disco di BlackFilter aka Pellegrino Mazzucchi, percussionista, DJ e produttore residente a Modena.

L’album è uscito lo scorso 22 aprile, per l’etichetta indipendente RAGOO RECORDS, vede in opera un nutrito gruppo di musicisti, che hanno partecipato attivamente alla creazione del disco, tra questi Dario “DADDARIO” Casillo.

La batteria o "Batuki" è stata il primo mezzo di espressione di Pellegrino. In seguito ha ampliato la sua tavolozza sonora attraverso la sperimentazione con sintetizzatori analogici e drum machine, ampiamente presenti nel disco. La fusione di questi elementi nel tempo ha dato vita al suono distintivo di BlackFilter e "Batuki": un dialogo tra ritmi afro-caraibici e jazz futuristico con accenni di electro e disco, che offre all'ascoltatore un'esperienza sonora energica e avvolgente.

Laura Marongiu, curatrice di Solaris

Fera - Psiche Liberata (Maple Death Records)

Un mix di ambient, noise, acid e minimalismo per un disco che è allo stesso tempo catartico e 'obliquo' - per definizione della label stessa - come il viaggio che si intraprende nell'ascolto.
Fera è Andrea De Franco, compositore elettronico di stanza a Bologna, noto anche per il suo lavoro di visual artist/designer e membro del collettivo Undicesimacasa. Il suo universo musicale nasce da basi di ambient e minimalismo, a cui Fera aggiunge IDM frammentata, synths distorti, ritmi e astrazioni che si intrecciano delicatamente, restituendo una atmosfera cosmica e distintiva. I temi di fondo che corrono lungo i nove brani esplorano l'universo emotivo dell'amore, della nostalgia e dell'affetto, ma sempre in modo turbolento, vulcanico, bilanciandosi tra rumore e silenzio. Una menzione d'onore alla copertina che è stata realizzata a mano da Fera stesso.

Igor, co-conduttore di Cold Wave

Cola - The Gloss

Già un paio di anni fa, quando mi imbattei per caso in questa band canadese (che aveva da poco pubblicato
il suo primo album, Deep in View, all’indomani dello scioglimento della precedente formazione targata
Ought), ne apprezzai l’approccio in termini di sonorità e di cantato, tant’è che lo collocai tra i miei dischi
preferiti del 2022. A differenza del loro debut album, generato dalla pandemia, l’ultimo The Gloss è stato
registrato quando i Cola si sono nel frattempo affermati come gruppo in tournée e, in quanto tale, mette in
primo piano la loro dimensione live e rumorosa, unita alla fervida intuizione di unire la primissima new
wave (Television in primis) al noise rock degli anni 90’ (Sonic Youth). The Gloss rinnova l'appartenenza dei
Cola a una confraternita di rock chitarristico spinoso e di sinistra che attraversa, oltre ai già citati, i
Pavement di Steven Malkmus, di cui prediligono il linguaggio più evocativo ed enigmatico in chiave low fi.
I brani di The Gloss sono in gran parte limitati a raffiche di tre minuti, ma ognuno di essi mostra quel senso
speciale di scoperta che si verifica quando amici intimi seguono istintivamente l'esempio dell'altro e un
semplice cambio di accordi o una pausa strategica possono trasformare all'istante l'essenza di una canzone.
Brani come "Tracing Hallmarks"; spuntano tutte le caselle della checklist post-punk contemporanea (linee di
chitarra pungenti, ritmi propulsivi, fraseggio staccato), ma si trasformano anche in ritornelli
sorprendentemente congeniali, che conferiscono a Cola una leggerezza non comuni.
Tra i brani più rappresentativi, oltre alla già citata "Tracing Hallmarks", occorre menzionare i singoli già
usciti “Pulling Quotes” e "Albatross", oltre a "Down to Size";, che richiama nel suo sound urbano i
newyorkesi Strokes, e a "Pallor Tricks";.
Se i testi del leader Tim Darcy richiedono un po'; di lavoro per essere decodificati, la band rende facile
l'immersione musicale colpendo costantemente il familiare equilibrio tra suono dissonante, melodia
sconnessa e produzione asciutta, che ha definito l'età d'oro dell'indie rock di fine anni 90’.
Se l’eredità del rock iconoclasta e oltranzista è rappresentato dai canadesi Cola, siamo certi di essere in
buone mani.

Cate De Feo, curatrice di Mixtales

Àbáse - Awakening

Szabolcs Bognar, tastierista producer ungherese, è la mente dietro Àbáse, termine in lingua Yoruba che significa “collaborazione”. Si tratta di un progetto che si concentra sui sentieri trasversali dell'afrobeat, dell'hip hop, del jazz e dell'elettronica, coinvolgendo percussionisti internazionali e ospiti speciali provenienti dal Brasile, dall'Africa e dalla sua diaspora.

Gabriele Savioli, conduttore di Poptones

The Prisoners - Morning Star (Own-Up, 2024)
Un nuovo album dei Prionsers. Chi se lo aspettava il ritorno della più grande band del pianeta a distanza di
38 anni? L’estemporanea celebrazione di “A taste of pink”, il primo LP, nel Dicembre del 2022 a Rochester
(loro città natale) ha propiziato una reunion vera e propria con un concerto allo storico Roundhouse di
Londra lo scorso Maggio e, soprattutto, un album completamente nuovo. Rispetto al passato la costruzione
di questo lavoro è stata corale, non solo ad opera di Graham Day e James Taylor, come avvenuto nei primi 4
album (usciti tra il 1982 ed il 1986). Il sound rispetto al passato è inevitabilmente più maturo, pur
mantenendo l’immediatezza e la freschezza dei tempi andati. Il sixties sound frenetico ed allucinato si è
trasformato in un soul pop più rassicurante ma altrettanto accattivante, con l’insuperabile voce e chitarra di
Graham Day coadiuvata dal maestoso Hammond di James Taylor. Più di così non credo si possa chiedere,
ovviamente album dell’anno 2024

Per non perderti nel mare magnum delle nuove uscite discografiche e non farti guidare da un algoritmo, scopri le migliori uscite discografiche selezionate dalla nostra redazione musicale!

Ecco il riassunto dei dischi del cuore di NEU RADIO di giugno

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La Betta - Paradisco

El Michels Affair Album Boy Kills World (song from the original Motion Picture), 2024

La prima cosa che ho pensato la prima volta che inciampai in un album di El Michels Affair è stata: vorrei andare con lui al cinema!
In questi vent'anni di onoratissima carriera, il polistrumentista e produttore Leon Michels non ha mai celato la sua predilezione per le colonne sonore di b-movie o cult d'autore del passato; penso a Enter the 37th chamber del 2009, o ad Adult Themes del 2020, che ho letteralmente consumato.
Una ricerca costante tra le poltrone di velluto dei cinema, ma anche anche tanta psichedelia, impreziosita da voci femminili che sembrano uscite da una pellicola di Sergio Leone.
Boy kills world è la sua ultima fatica e per la prima volta i brani sono tutti pezzi originali della colonna sonora dell'omonimo film, distribuito in queste settimane sulla piattaforma primevideo.
Il film, esordio alla regia di Moritz Mohr, contiene tutti gli ingredienti dell'epica cinematografica classica: in un futuro distopico governato da tiranni, il protagonista Boy, viene mutilato e reso orfano; così, dalla rottura dell'equilibrio, comincerà la sua crescita personale all'insegna della vendetta.
Non stupisce che la colonna sonora sia stata creata a quattro mani con la collaborazione di Marco Benevento, preziosissima gemma dell'indie rock sperimentale contemporaneo.
Ottoni bolletti, fanfare, chitarre spericolate e voci bambine vi serviranno immagini così vivide che il mio consiglio è quello di ascoltare questo album per qualche giorno prima di aver visto la pellicola.
Voi cosa vi siete immaginati?

Enzo Baruffaldi - "memoria polaroid" - un blog alla radio

Neutrals - "New Town Dream" (Static Shock / Slumberland Records -2024)

Immaginate il più improbabile viaggio nel tempo che trasporti un qualunque avventore di pub della Scozia dell’epoca Tatcher e lo catapulti nella Baia di San Francisco contemporanea, dove dozzine di band punk, post-punk e indiepop sembrano nascere praticamente ogni giorno. Forse solo così si potrebbe spiegare la prodigiosa esistenza della fenomenale formazione dei Neutrals. Il trio, che fa base a Oakland, è guidato dalla voce e soprattutto dall’accento di Allan
McNaughton, originario di Glasgow, il quale scrive canzoni brevi,  sorprendentemente orecchiabili e immancabilmente ironiche e pungenti.
Le coordinate musicali dei Neutrals sono abbastanza precise: dai Buzzcocks ai Television Personalities, dai Jam ai Wedding Present, ma affrontati con un’energia e un’urgenza DIY d’altri tempi. Il nuovo album dei Neutrals esce per Slumberland Records e Static Shock Records, e si intitola "New Town Dream", dato che il filo conduttore di queste tredici canzoni è proprio la vita di tutti i giorni vissuta nelle utopistiche "New Towns" che furono progettate e si diffusero nel
Regno Unito durante gli anni '60 e '70, generando spesso un malessere sociale diffuso, e finendo per spingere verso i margini un’ampia fetta della popolazione. I Neutrals affrontano l’argomento con il consueto sarcasmo e colgono l’occasione per sperimentare anche formule nuove, come il dub punkeggiante alla Slits della title track, oppure
l’elettronica scarna alla Arab Strap di "How Did I Get Here". Ma è nelle canzoni spietate e asciutte come “Wish You Were Here” (un’amore epistolare che finisce male) o “Stop The Bypass” (protesta contro la gentrificazione ante-litteram ) o la neorealista “Travel Agents Windows”, che i Neutrals danno il meglio di sé, taglienti e beffardi, dannatamente divertenti.

 

Luca Garuffi - Stagione Zero

ONRA - Nosthaigia

A sei anni dall'ultimo album in studio "Nobody has to know", il beatmaker francese di origini vietnamite, Onra torna con "Nosthaigia" su All City Records. Un album di beatmaking e campionamenti, composto totalmente su una MPC1000, fatto di atmosfere morbide e malinconiche, composto (si legge) "Nel mezzo di una serie di sfortunati eventi della vita". Il titolo parla, usando un gioco di sillabe, di nostalgia della thailandia. Onra ha infatti trascorso diversi anni vivendo in Thailandia, immergendosi nella vibrante cultura e frugando nei negozi di dischi locali alla ricerca di gemme rare. Il risultato è una raccolta di canzoni tailandesi di vari generi, tutte provenienti da 7 pollici incastrate placidamente tra beat di matrice hip hop. Ciò che era iniziato come un'esplorazione casuale di un territorio musicale sconosciuto è sbocciato in un progetto profondamente personale.

 

Albi Bello - Museek:Response

Passepartout Duo and Inoyama Land - Radio Yugawara (Tonal Union)

Uscirà il 26 luglio ma è già disponibile in pre-order Radio Yugawara, album che esalta la collaborazione tra Passe-partout duo e Inoyama Land.

Una connessione tra Italia e Giappone nata in una delle tante residenze che Nicoletta Favari e Christopher Salvito hanno fatto e continuano a fare in giro per il mondo.

Nel loro secondo approdo giapponese, nel corso del 2023, hanno unito il loro talento con lo storico progetto firmato da Makoto Inoue e Yasushi Yamashita.

Il risultato è un album tanto intimo quanto aperto alle contaminazioni e a tutto ciò che circondava i 4 durante le sessioni di registrazione nella piccola cittadina diYugawara . La parola radio nel titolo è un chiaro richiamo a come stili, sensibilità e idee degli artisti si siano perfettamente sintonizzate tra di loro e in un certo senso anche con l’ambiente circostante. Una sorta di lavoro site-specific, ma senza confini che, pur nobilitato dalla presenza di Inoyama Land, non vede nessuno prevaricare, ma si assesta su una eccezionale prova di interazione umana e spitiruale, in cui Passepartout-duo da l’ennesima prova di talento smisurato e una rara sensibilità creativa. Un disco prezioso, che parte da idealmente da un luogo, ma si trasmette al mondo con delicata armonia. Un disco che è pura pace in giorni che ne avrebbero solo bisogno.

Tutte le settimane, all’interno di Portico, i nostri redattori musicali selezionano una novità discografica che li ha particolarmente colpiti.

Ecco il riassunto dei dischi del cuore di NEU RADIO di maggio

Leggi le recensioni e ascolta il podcast per scoprire direttamente dalla loro voce la recensione e gustare un brano del disco.

 

Laurent Fintoni - All Tomorrow's Archives

Zeinab Shaath  - The Urgent Call of Palestine

Spero di non dover spiegare l'importanza di questo disco, dato il contesto attuale, ma oltre a essere l'ennesima testimonianza della brutale violenza di quasi un secolo di oppressione, la ristampa di questo disco di Zeinab Shaath, cortesia di Discostan e Majazz Project, dimostra anche l'importanza di un lavoro d'archivio attento e intenzionale e di come esso possa aiutarci a creare connessioni tra il passato e il presente. Gli folk heroes di oggi non sono necessariamente quelli di ieri, ma sono tutti accomunati dal desiderio di sollevarci e ricordarci che nessuno di noi è libero finché non lo siamo tutti.

La Totta - Uniquest

Dehd - Poetry

Everyone I know is breaking hearts tonight

Everyone I know is bleeding but I know we'll be alright

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Everyone I know, everyone I know, everyone I know is a broken heart

(Dehd - Dog Days)

In un momento in cui c'è un'apparente mancanza di cura e di rispetto per gli altri, i Dehd  nel loro ultimo album "Poetry" esortano gli ascoltatori a riconoscere l'amore che li circonda. L'amore è da sempre uno dei temi portanti dei loro testi: nei loro primi due album, Dehd e Water, le canzoni parlavano prevalentemente dell'esperienza dell'innamoramento, Flower of Devotion li ha seguiti con testi che parlavano dell'abbandono e delle molte sfaccettature del crepacuore per poi, in Blue Skies del 2022, affrontare come allontanarsi da relazioni malsane e trovare conforto in sé stessi. Così in Poetry, probabilmente giunti a una maturità emotiva - oltre che sonora- vediamo la band guardare al di fuori delle sole relazioni romantiche e riconoscere le molte forme d'amore che ci circondano.

Il trio di Chicago composto da Jason Balla, Emily Kempf e Eric McGrady torna a distanza di  due anni con questo lavoro ricco di melodie ancora più ambiziose, armonie più audaci e complessità compositiva, caricando ulteriormente il loro suono già elettrico ed eclettico. Diretti e sinceri tanto quanto eccentrici e vulnerabili, i Dehd sfornano brani orecchiabili e al contempo emozionali, spontanei eppure curati in ogni dettaglio, con una cifra stilistica molto personale. Sono le loro voci a renderli inconfondibili: Kempf e Balla cantano a ritmi diversi, come se stessero usando un tandem vocale solo apparentemente – e deliziosamente- sbilenco, come lo è l’amore del resto.

Con questo Poetry i Dehd si confermano una delle band più interessanti e cool in circolazione.