
I Rockers Hi-Fi tornano un po’ a sorpresa con Original Lo-Fi, uscito all’inizio di aprile. Per chi ha vissuto la metà degli anni ’90 tra elettronica e dub, il nome Rockers Hi-Fi resta uno di quelli fondamentali: una formazione che ha contribuito in modo decisivo a definire e fondere questi linguaggi.
Original Lo-Fi nasce proprio da quel periodo di transizione della band, sospesa tra la possibilità di diventare qualcosa di molto più grande o restare legata a una dimensione profondamente underground. Oggi quel materiale riemerge in una nuova forma: nove tracce rielaborate insieme a Glean Bigabash, figura chiave di questi suoni, pubblicate nell’universo DJ-Kicks, con cui il gruppo mantiene un legame storico fin dai suoi anni più iconici.
Il risultato è un disco che richiama immediatamente certe atmosfere degli anni ’90, ma che riesce comunque a suonare sorprendentemente attuale. Un lavoro rimasterizzato, riordinato e ampliato, che dopo oltre trent’anni restituisce tutta la forza visionaria di quel suono.

Le avvisaglie principali di una torrida estate alle porte sono tre. Uno, l'interruzione del letargo delle stanche pale del ventilatore, ancora affaticato dall'anno prima, non è solo un pensiero intrusivo, ma una possibilità vicina e imminente. Due, camminare per Bologna diventa la simulazione IRL di un vaso in terracotta che viene messo nel forno. Per inciso, la temperatura media consigliata oscilla tra i 920 e i 1000 gradi. Qualche manciata di gradi in più e sarebbe, praticamente, Bologna a luglio. E la terza, quella un pochino più carina, è che Massimo di Lena e Lucia Aquilina, meglio conosciuti come Nu Genea, riscendono nella piazza con nuovi groove, nuove voci, nuove intuizioni e contaminazioni da lontano. People of the Moon è una gita fuori porta fatta con gli amici conosciuti in Erasmus, che non becchi mai, ma quella volta che state insieme, fate un paio di giornate indimenticabili, parlando di ricordi e intanto costruendone degli altri. Una è un'amica spagnola, la talentuosa andalusa María José Llergo, ambasciatrice flamenca che, porgendo la mano al ministero funk di Casa Nu Genea, dà vita ad un raro caso di funk-menko. Non credo esista questa parola, ma non importa, la usiamo. L'altro amico è inglese ed è il maestro Tom Misch, anche lui appena uscito col disco nuovo e con cui erano tanto così da non portare a casa uno straccio di nulla, dopo aver passato mezza giornata in studio senza riuscire a trovare nulla. Fino a che Massimo non gli ricorda di un suo video in cui suona il basso di "Ma quale idea" di Pino D'Angiò. Tommy si piglia bene. Proviamo a fare una roba così, dice. Ed eccoci, nasce On and On, banger assoluto di Ferragosto. Il disco porta lo stesso cognome dei fratelli maggiori, Nuova Napoli e Bar Mediterraneo, a cui si riconosce, in termini di spontaneità, leggerezza, sonorità dal Nord Africa, ma non per questo è una copia della loro già premiata ricetta. Il disco coinvolge molte lingue e voci dal mondo, tra cui Selina Tic e il loro percussionista Gabriel Prado, che nelle pause, dilettandosi a intonare qualche melodia, convince i campi che forse è il caso di provare a farlo cantare. Et voilà, nasce Ondas Do Mar, ultimo pezzo dell'album, in portoghese. Infine, direttamente da casa Napoli, chiamano al fronte anche Fabiana Martone. Progetto assolutamente adeguato da ascoltare in buona compagnia. Possibilmente all'ombra.

But What Time Is It Really? è l’ironico titolo dell’album registrato durante il tour del Regno Unito dell’autunno scorso che ha visto il ritorno sulle scene dei Cabaret Voltaire. Dopo la scomparsa di Richard H. Kirk nel 2021, gli altri due componenti del trio originario, Chris Watson e Stephen Mallinder hanno deciso di tornare a suonare insieme dal vivo dopo tantissimi anni, accompagnati sul palco da Eric Random e Oliver Harrap, per celebrare la musica dei Cabaret Voltaire e la loro influenza sulla scena elettronica e non solo, degli ultimi 40 anni. Il live, veramente strepitoso, riporta alla luce brani storici come Just Fascination, Yashar, Sensoria e la classica Nag Nag Nag, in versioni riarrangiate ma fedeli agli originali. Un set in cui troviamo tutti gli ingredienti che hanno reso unica la seminale formazione di Sheffield: industrial, funk, electro, techno e post punk.
Visto il grande successo delle dati autunnali, i Cabs hanno annunciato un ultimo tour in questo 2026 che toccherà gli Stati Uniti, l’Europa, per concludersi dove tutto è iniziato, ovvero nella loro Sheffield.
Non perdeteli, se potete.