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I migliori dischi di novembre 2025

3 Novembre 2025
Dimentica l'algoritmo: sono i nostri redattori musicali a guidarti nel flusso delle novità!
Scopri i migliori album di novembre,ascolta il podcast con la recensione e un brano tratto da ciascun disco

 

La Totta - Uniquest

Shame - Cutthroat 

Cutthroat, quarto album dei Shame uscito il 5 settembre 2025 per Dead Oceans, è un disco che taglia come il titolo promette: un’osservazione cruda, precisa, della vita e delle contraddizioni che la attraversano.

Le chitarre graffiano, i bassi pulsano come un cuore in accelerazione, e la voce di Charlie Steen oscilla tra rabbia, ironia e desiderio di verità. L’album non parla semplicemente di abbandono, ma di ciò che lasciamo andare: ruoli imposti, abitudini rassicuranti, compromessi che ci limitano. In Cowards Around emerge la frustrazione verso chi si nasconde, verso ipocrisie e codardie, ma anche verso se stessi, mentre ci si confronta con le proprie paure e fragilità.

In momenti come Quiet Life il tono si fa sospeso, riflessivo: uno sguardo interiore sul desiderio di libertà, sulle scelte rimandate, sulle strade non percorse. Eppure anche nella frenesia di Cutthroat, nella corsa sfrenata dei ritmi, c’è una vitalità feroce, un impulso a vivere pienamente, senza filtri.

Cutthroat è uno specchio lanciato in faccia all’ascoltatore: graffia, scuote, invita a riconoscere le proprie contraddizioni, e allo stesso tempo a danzare davanti alla propria verità. Gli Shame dimostrano così che la maturità non spegne la furia, ma la rende più lucida, intensa e poetica.

 

Andrea Moro Banderas di Paradisco

Alison Goldfrapp - Flux

Non è il ritorno alle origini di Lady Gaga che vogliamo segnalare e nemmeno la finta vita da show girl di Taylor Swift – che comunque continua a non piacerci.

A catturarci è il secondo album solista di Alison Goldfrapp che alla soglia dei suoi quasi sessant’anni decide di tornare indietro ai suoi venti, di citare ancora una volta, ma mai abbastanza, gli anni ’80 e, di conseguenza, di portare indietro nel tempo anche noi.

Tutti coloro che hanno passato le serate universitarie – e perché no anche vagamente LGBTQ - a Bologna una ventina di anni fa (ri)scopriranno con piacere l’attuale veste di Alison: non nuovissima, magari non originalissima, ma capace ancora di farci vibrare. Dance, synthpop a metà strada fra Kylie Minogue, i Royksopp e Roisin Murphy, i brani di Flux danno il loro meglio perché non incarnano un retro-sound urlato e sguaiato, ma sussurrato e capace di penetrare nelle vene immediatamente.

Flux è una carrellata un filo malinconica sui luoghi della notte e del cuore (e degli amori) di una volta: Locomotiv, Sesto Senso, Atlantide:  è come se le loro colonne sonore non si fossero mai esaurite, ma fossero ancora in “play” dentro di noi. Le vestigia della nostra gioventù pervadono questo nuovo album.

 

Cristian Adamo - Solo Lains

Mark Ernestus’ Ndagga Rhythm Force: Khadim

Dopo qualche anno di assenza torna Ndagga Rhythm Force di  Mark Ernestus’. Il nuovo album s'intitola Khadim.

Khadim è una straordinaria riconfigurazione del sound dei Ndagga Rhythm Force. La strumentazione è stata radicalmente ridotta. La chitarra è scomparsa, così come la concatenazione dei sabar e la batteria. Ciascuna delle quattro tracce si concentra su uno o due percussionisti; l'unico altro elemento registrato è il cant di Mbene Diatta Seck, tutto il resto è programmato. I sintetizzatori sono dialogicamente sincronizzati con la batteria. È significativo che Ernestus abbia scelto il suo amato Prophet-5, uno strumento caratteristico fin dai tempi dei Basic Channel, trent'anni fa. Dal punto di vista della trama, il suono è più dubwise, ricco di effetti. C'è una nuova spaziosità, annunciata all'inizio dai suoni ambientali della vita di strada di Dakar.

È bello sapere che Mark Ernestus non abbia avuto fretta nel re-immaginarsi il suono Ndagga Rhythm Force. Le cose buone a volte necessitano di lentezza e riflessione e questo album ne è una bella dimostrazione.

Laura Marongiu - Solaris

Lucrecia Dalt - A Danger to Ourselves (RVNG Intl.)

disco settimana

Nel luglio 2025, dopo un grave attacco epilettico che le ha fermato il cuore per otto secondi, Lucrecia Dalt ha pubblicato “caes”, un brano che parla del lasciarsi andare e del trovare il sublime nella caduta. L’esperienza l’ha segnata profondamente, aprendo una nuova fase artistica più intima e vulnerabile.

Il nuovo album A Danger to Ourselves, scritto e registrato insieme al compagno David Sylvian e uscito a Settembre per RVNG Intl., cattura questa immersione totale nel desiderio, nella fragilità e nella scoperta reciproca. Le canzoni alternano tensione e dolcezza: dal duetto iniziale “cosa rara” ai brani in cui la sua voce passa dallo spagnolo all’inglese, mantenendo una forza magnetica anche nei momenti più caotici.

Il disco è ricco di percussioni, melodie e dettagli sonori scolpiti con cura, grazie anche al contributo di artisti come Camille Mandoki, Juana Molina e il percussionista Alex Lázaro. Lucreacia Dalt flirta con il pop ma restando sempre in ambito “alt”, coerente col suo percorso artistico che esplora i confini della forma-canzone e della composizione