
“That wasn’t a dream” è il secondo album frutto della collaborazione tra il produttore, chitarrista Blake Mills (che vanta collaborazioni con artisti del calibro di Beck e Fiona Apple) e lo storico bassista Pino Palladino (che ha suonato un po’ con chiunque: dagli Who a D’Angelo ai De La Soul). “That wasn’t a dream”, a dispetto del titolo, è proprio un album da sogno lucido, sospeso tra ritmiche contorte e momenti di apertura quasi allucinati. 7 tracce strumentali in cui basso, chitarra ed elettronica si fondono in maniera fluida grazie ad una attitudine chiaramente jazz. La costante sensazione di stasi che percepisco dall’inizio alla fine dell’album, viene raggiunta in realtà attraverso un continuo movimento, in cui melodie isolate si alternano a nuvole armoniche apparentemente caotiche ma sempre ben organizzate.
All’album hanno collaborato anche il sassofonista Sam Gendel e il batterista Chris Dave, mentre il figlio di Pino, Rocco Palladino suona il basso nella bellissima e lunghissima Heat Sink.
Altra traccia da segnalare è quella di apertura dell’album: l’arpeggiata bossa di Contour.

Si chiama Tremor il nuovo disco di Daniel Avery, in uscita per Domino dopo una carriera trascorsa quasi interamente sotto l’ala della Fantasy di Erol Alkan. Un lavoro che sorprende: alla produzione compaiono nomi legati all’universo dei Nine Inch Nails, e l’influenza si sente tutta. Tremor è un disco potentissimo, capace di unire davvero moltissimi generi senza perdere coerenza: elettronica abrasiva, tensioni industrial, incursioni ambient e persino un momento di jungle spezzata che ne completa l’ecletticità.
È esattamente ciò che non mi aspettavo da Daniel Avery, anche se il percorso di crescita era evidente, sempre lungo la scia tracciata dal suo caro amico e mentore, il compianto Andrew Weatherall. Un disco che consiglio a chi vive sul confine tra elettronica e rock più spinto.

Echo 45 Sound System, presentato da Nightmares On Wax, è un lavoro a cui tengo molto, perché contiene tante piccole cose che mi sono care: un omaggio alle radio pirata, ai sound system e alle contaminazioni storiche tra la musica giamaicana e altre culture musicali.
Dietro Nightmares On Wax c’è George Evelyn, produttore con una lunga storia alle spalle – molti di voi lo conosceranno per il suo percorso su Warp Records – che qui torna idealmente alle radici, alle musiche che hanno segnato la sua gioventù. In Echo 45 Sound System convivono trip hop, elettronica, hip hop, reggae, dub, soul e jazz, mescolati con la naturalezza che avevano i suoi grandi dischi degli anni Novanta.
Già dal titolo si intuisce il richiamo al passato: Echo 45 era un sound system, una cassa acustica, e questo disco ne recupera lo spirito. I 13 brani attraversano la scena inglese tra anni Settanta e Ottanta, tra atmosfere urbane, bassi profondi e memoria collettiva, con la partecipazione di figure storiche come Gilles Peterson, Goldie e Daddy G.
Ma non è un’operazione nostalgica: accanto a loro ci sono anche artisti contemporanei come Peng, Steady Walker e Lion Bailey, che rendono il disco assolutamente attuale. Echo 45 Sound System è un lavoro trasversale, caldo, stratificato