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Mercoledì 11.06.25 L.O.G. è felice di annunciare per la prima volta a Bologna l’artista e compositrice di musica elettronica JakoJako live.

JakoJako si dedica a esplorare gli spazi tra i lati tecnici ed emozionali della musica elettronica, ricercando una relazione con il suono che implementi sia la conoscenza rigorosa che l’intuizione sfrenata.

L'approccio poliedrico dell'artista l'ha portata a esibirsi in alcuni dei festival di musica elettronica più rispettati al mondo, tra cui Dekmantel, Awakenings e Fusion, fino a importanti istituzioni culturali come la Royal Albert Hall e il Barbican. Le sue produzioni su etichette come Tresor, Mute e Leisure System, e i remix per New Order e Martin Gore, tra gli altri, sono caratterizzate da arrangiamenti sonori che parlano sia di vastità che di intimità.

Impegnata nella ricerca sull'uso dell'hardware, la produzione artistica di JakoJako è costruita sulla tensione e sul rilascio, con forme e strutture in continua espansione che giocano con i contorni del genere techno convertendo l’energia cinetica in momenti di pura catarsi da dancefloor. La sua musica sembra continuamente ricercare nuovi contesti per esistere, e questa continua ricerca di nuove energie continua a garantire che JakoJako sia una delle artiste più intriganti della musica elettronica odierna.

Layers Of Glue è prodotto da TANK e Ass. Circe in collaborazione con MAMbo – Museo d’Arte Moderna Bologna, con il supporto di Neu Radio.

 

Ascolta: https://soundcloud.com/jakojako_live
RA: https://it.ra.co/events/2159955

Door 21:00 Start 21:30

MAMbo - Museo d’Arte Moderna Bologna (foyer)

Tickets 17€ solo Dice + commissione Dice link: https://link.dice.fm/Sca0b2771402
Non sarà possibile acquistare i biglietti in loco.

NO PHOTO – NO VIDEO
- Ricorda che agli eventi LOG verranno posti degli adesivi sulle fotocamere dei vostri devices.
Rispetta chi ti sta attorno! Rispetta il lavoro degli artisti!

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Il live di JakoJako è stato annullato per motivi tecnici e sarà rimandato alla prossima stagione.

L'artista ha comunicato di avere avuto un guasto ad un pezzo fondamentale della strumentazione che non permette di riprogrammare l'evento a stretto giro.

Il rimborso dei biglietti già acquistati sarà disponibile direttamente sulla piattaforma Dice.

JakoJako, lo staff di TANK e NEU Radio si scusano per l’inconveniente.

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Leggi le recensioni dei migliori dischi di maggio selezionati per NEU RADIO e ascoltale nel podcast dalla loro voce, assaporando un brano tratto dal disco.

La Totta di Uniquest

Ada Oda - Pelle D'Oca

"Pelle D’Oca" è il secondo album della band belga Ada Oda, uscito il  21 febbraio 2025 per La Tempesta a poco più di due anni dall’uscita del debutto "Un Amore Debole". Come per il precedente disco, l'irresistibile band post-punk in bilico tra l'Italia e Bruxelles, si conferma con il suo divertente, strampalato mix di frenetico post-punk anni 80 e folle (auto ironica) pronuncia italiana, che fa il verso alla canzone d’autore italiana.

Una miscela esplosiva con testi dalla grammatica errata e accenti nel posto sbagliato che, oltrepassando il trash o il kitsch, si adattano alla metrica post-punk come se fossero cantati in inglese; un’operazione che forse solo chi non è madrelingua avrebbe potuto pensare. Una combinazione che funziona alla grande, strappandoci sorrisi e facendoci scatenare.

Sorrisi purtroppo un po’ agrodolci alla luce dell’abbandono della cantante Victoria Barracato che quindi farà di questo Pelle D’Oca il loro canto del cigno e che non ci permetterà più di assistere ai loro pazzi divertentissimi concerti.

Scritto tra il 2023 e il 2024 da César Laloux, il disco è stato registrato tra Pisa, Gand ed Atlanta; 11 brani, ricchi di citazioni, sorrisi e malinconia, che incarnano lo scontro di due sentimenti opposti: piacere e paura, due temi che nelle varie sfaccettature, attraversano tutto il disco. In chiusura dell’album la profetica "Ho amato tutto", un brano sulla grata nostalgia per ciò che è stato e non è più in una relazione al capolinea, la perfetta conclusione di questo ultimo disco.

Un grande amore, anche il nostro per loro, che seppur al capolinea, finisce con il sorriso.

 

Gabriele Savioli - Poptones

CHOW – ETERNAL LOPEZ (Venti3, 2025)

Tornano i Chow con questo Eternal Lopez, un mini LP di 7 pezzi edito dalla label milanese Venti3, caratterizzata da uscite solo su vinile, single sided. Il trio bolognese conferma quanto di grandioso era stato proposto con il primo album, Ancient Gentle Tower e, se possibile, alza ulteriormente l’asticella. Quello che ormai si può definire il Chow sound si compone di un’incendiaria miscela di heavy psichedelia, filtrata da punk rock e garage sound che non lascia spazio a nessun tipo di compromesso. Ascoltare un disco dei Chow ed assistere ad una loro performance è un’esperienza lisergica che vi farà volare nell’acida San Francisco e nella disperata Detroit di fine anni 60, pur mantenendo la freschezza e l’originalità di un gruppo che, per fortuna nostra, è qui con noi, ora nel 2025.

 

Edoardo Riguzzi - Punchline

 Saba & No ID - From the private collection of Saba & No ID

Primo album in collaborazione tra il rapper/produttore di Chicago Saba e il rapper/produttore No ID. È una raccolta di brani creata negli anni tra i due artisti di Chicago, un album molto completo che spazia dall’hard hip-hop al new soul/jazz hip-hop. Ricco di produzioni di qualità e collaborazioni incredibili.

I due hanno iniziato a lavorare all'album quando No ID ha inviato una cartella di 130 beat a Sada, inizialmente doveva essere un mixtape ma poi i due si sono accorti che avevano tra le mani qualcosa di molto più grosso e circa 3 anni dopo, esattamente il 18 marzo 2025, è uscito l’album.

 

Laurent Fintoni - All Tomorrow's Archives

Steve Spacek - Blue Room

Gli archivi assumono ogni tipo di forma, soprattutto quando si tratta di musica moderna, dove tanto è stato creato e perso in così poco tempo a causa dei progressi tecnologici e delle priorità sociali.

Tra queste, preziose per molti sono le registrazioni e le sessioni perdute, storie di ciò che avrebbe potuto essere che spesso assumono uno status leggendario. Il mini album Blue Room di Steve Spacek è una di queste storie, quattro tracce registrate a Los Angeles negli anni Duemila in un momento in cui tutto stava cambiando e Spacek, allora cantante e produttore britannico poco conosciuto, si stava facendo strada con artisti statunitensi come Q-Tip e Raphael Saadiq.

Oggi, tutte le persone coinvolte hanno lasciato un segno significativo nell'hip-hop e nell'r&b e, dopo quasi due decenni, possiamo finalmente ascoltare ciò che avrebbe potuto essere e dare un senso a ciò che accadeva dietro quelle porte chiuse.

 

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Luca Garuffi di Stagione Zero consiglia:

Unknown To Known – Portico part 2 (Maps For Getting Lost.)

Unknown to Known è un progetto di chiara matrice jazz, ma aperto, molto aperto ad influenze psichedeliche e quasi oniriche, impostato quasi esclusivamente sull’improvvisazione. La formazione è composta dal batterista di base a Londra ma di origini italo-pakistane, Yusuf Ahmed, la sassofonista Tamar Osborn, nota per le numerose collaborazioni con progetti del calibro di Sarathy Korwar, Emanative, e l’italiano Khalab, oltre che bandleader del gruppo Collocutor, il sassofonista e clarinettista Idris Rahman, coinvolto in collaborazioni con Ill Considered, Anoushka Shankar tra gli altri e il bassista-contrabbassista Jihad Darwish, che oltre alle produzioni a suo nome, vanta collaborazioni con artisti del calibro di Sting, Van Morrison, Moses Boyd e tantissimi altri.

Portico II è composto di soli due brani (A e B), che racchiudono però tutta la potenza dell’improvvisazione e la capacità di sospendere il tempo all’interno di un’alternanza perfetta di mantra arpeggiati ed esplosioni di fiati. Il tocco della batteria, quasi a sostenere ed avvolgere il resto degli strumenti ha una sensibilità davvero sorprendente.

 

Laura Marongiu di Solaris consiglia:

Everything is Recorded - Temporary ( XL Recordings )

Everything is Recorded è il progetto che fa capo a Richard Russell, produttore e direttore della celebre XL Recordings. Terzo album sulla lunga distanza per Russell, Temporary vanta un incredibile numero di collaboratori, tra cui Sampha, Bill Callahan, Florence Welch, Kamasi Washington e altri. Un disco di elettronica e voce onirico e delicato, Temporary è una meditazione sulla caducità delle cose, sul lutto, e sulla vita - tutti concetti che lo rendono al tempo stesso profondamente personale e universale. Musicalmente, Russell ha creato paesaggi sonori caldi ma spettrali, elettronici ma organici. Rispetto ai suoi due album precedenti, le melodie hanno la precedenza sui ritmi e ne costituiscono il continuum.

Cate De Feo di MixTales consiglia:

The Original Sound of Mali 2

Cosa c’è di meglio in una primavera piovosa che tirare fuori una compilation di musica maliana pubblicata a febbraio dalla storica etichetta londinese Mr Bongo?
Parliamo del volume 2 di The Original Sound of Mali.
Un vero e proprio viaggio del sound eclettico e ricco di contaminazioni tra passato e futuro della musica del Mali negli anni 70, a dieci anni dall’indipendenza dalla Francia ottenuta il 22 settembre 1960.
Siamo quindi in un periodo di grande fermento musicale, in Mali:
Le etichette discografiche spesso formate in collaborazione con i dipartimenti governativi e orchestre sponsorizzate dallo Stato rappresentavano le varie regioni anche per preservare la cultura del paese prima che il mondo moderno ne accelerasse la storia. Il doppio LP + CD, arricchito da un booklet compilato dallo scrittore, giornalista  Florent Mazzoleni, e da David Buttle, il vero e proprio Mr Bongo, ci immerge sempre più nella ricchezza della musica di questo paese in cui le basi e la strumentazione tradizionali si fondono con i progressi e le influenze musicali dell’epoca.

Immaginiamoci di ascoltare queste tracce negli hotel della capitale Bamako, dove le band e le orchestre affinavano il proprio sound, influenzati dalle richieste e dai gusti degli ospiti internazionali  ma anche dalla strumentazione moderna sempre più disponibile.

Chitarre elettriche, influenze funk, soul e rock, ritmi cubani e il mescolarsi dei suoni provenienti da altri paesi confinanti in Africa occidentale. Oltre a questo, la tradizione non scompare: riconosciamo l'arpa ngoni e le voci in lingua maninka, che possono provenire solo dal Mali. Ascolterete  brani iconici di Ousmane Kouyaté & Ambassadeurs Internationaux, Rail Band, Les Messagers du Mali, Mystère Jazz de Tombouctou e molti altri.
Ecco il disco consigliato da Mixtales questa settimana.

 

Massimo Bello di SEED

Mark de Clive-Lowe - Past Present (Tone Poems Across Time) 

Past Present (Tone Poems Across Time) è il nuovo squisito album solista di Mark de Clive-Lowe, compositore e pianista nippo-neozelandese, che segna il suo debutto per l'etichetta Impressive Collective.

Un'esplorazione sonora profondamente personale di Mark, "past present" è una riflessione sulla famiglia che ottiene descrivendo il cammino del suo defunto padre nel Giappone di 70 anni fa.  Il progetto è una raccolta di ambient jazz, paesaggi sonori cinematografici emozionanti che intrecciano sintetizzatori analogici con registrazioni sul campo provenienti da siti sacri giapponesi e luoghi naturali.

Mark completa la presentazione dell'album utilizzando immagini d'archivio dalla collezione fotografica privata della sua famiglia (la copertina è una fotografia scattata nel 1953 a suo padre, Robin de Clive-Lowe al Santuario di Itsukushima, Miyajima, Giappone).  Anche il nome delle 11 tracce si aggiunge all'impronta cinematografico che l'artista ha voluto dare a questo ultimo lavoro

Un intero processo che paragona al viaggio nel tempo e conclude con l'ascoltatore affermando che spera che "ti porti nel tuo viaggio di immaginazione e riflessione, portandoti in luoghi inaspettati, proprio come è successo a me".

 

Layer Of Glue 9 Aprile e 11 Giugno 2025

Doppio evento live performance di musica elettronica, prodotto da TANK e Ass. Circe in collaborazione con MAMbo - Museo d’Arte Moderna di Bologna, con il supporto di NEU RADIO.

La collaborazione tra TANK Serbatoio Culturale - Ass. Circe e il MAMbo nasce da una nuova prospettiva, quella di aprire lo spazio museale il museo al linguaggio della musica elettronica dando la possibilità ad artist* di grande valore e dalla linea sonora autoriale innovativa di esibirsi in uno spazio “altro”, diverso dal club o dal music hall. Un esperimento che coinvolge due linguaggi: quello architettonico del museo della sede museale e quello sonoro.

Gli eventi si svolgeranno nel foyer del MAMbo e saranno preceduti da un’intervista con l’artista in diretta su NEU RADIO.

La direzione artistica è a cura di Mariolina Catani, co-founder e art director di TANK Serbatoio Culturale – Ass. Circe, e NNNAAAMMM records.

Per il primo appuntamento, Layer Of Glue è felice di annunciare per la prima volta a Bologna l’artista olandese, producer e compositrice di musica elettronica NADIA STRUIWIGH Live.

I live di Struiwigh spaziano tra pazienti immersioni senza ritmo e picchi cinetici, seguendo la passione dell’artista per l’ambient e la techno. La composizione del suo live cambia da una esibizione all’altra, pur mantenendo la stessa ispirazione. Il dono di Nadia Struiwigh sta nell’esprimersi attraverso le sue macchine, come artista e producer dal vivo la sua affinità con synth e sequencer si traduce in elettronica affascinante che restituisce uno spazio sonoro riccamente personale.

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Door 21:00 Start 21:30

MAMbo - Museo d’Arte Moderna Bologna (foyer)

Tickets 17 € solo Dice + commissione Dice link in Bio (non sarà possibile acquistare i tickets in loco)

NO PHOTO – NO VIDEO

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Alberto Simoni di Area Contaminata

Voice Actor - Lust (1)

Lust (1) è il nuovo album di Voice Actor, il progetto dietro al quale si nasconde la figura di Noa Kurzweil. Il nome Voice Actor è emerso nell’ottobre 2022 con la pubblicazione sulla label belga STROOM, nel solo formato digitale, del mastodontico album “Sent from My Telephone”, composto da 108 tracce in rigoroso ordine alfabetico, per la durata complessiva che superava le 4 ore. Tale uscita ha reso in poco tempo i Voice Actor una sorta di nome di culto nel giro ambient elettronico. L’anno successivo, visto il clamore suscitato dall’esordio, ne è stata pubblicata una versione in vinile ridotta a 16 tracce, con alcuni inediti. Fino a poche settimane fa, in realtà non si conosceva quasi nulla in merito a chi c’era dietro a questo progetto. È solo grazie ad una recente intervista rilasciata da Noa Kurzweil alla rivista online First Floor, che siamo venuti a conoscenza di diversi aspetti di come è nata e successivamente si è sviluppata l’idea di formare i Voice Actor, i quali inizialmente erano un duo, lei si occupava dei testi e il produttore olandese Levi Lanser delle musiche. Nel nuovo album Lust (1), Squu, produttore gallese ha sostituito Levi Lanser e questo è il motivo per cui l’album è accreditato a entrambi: Voice Actor & Squu. Il disco, uscito questa volta sia in vinile che in formato digitale, sempre su STROOM, oltre alle sonorità ambient e alle atmosfere sognanti già presenti nel precedente lavoro, contiene ritmiche two step e suoni elettronici astratti e glaciali che lo rendono vario e molto piacevole all’ascolto. Nel complesso una gradita conferma, per nulla scontata, che lascia ben sperare per il futuro.

 

MorraMc di Class+ / Beats in the Garden

Pye Corner Audio - Where Things Are Hallow: No Tomorrow

Esce per Lapsus Records un cofanetto che celebra il genio visionario di un produttore ancora non abbastanza conosciuto, Martin Jenkins in arte Pye Corner Audio. Where Things Are Hallow: No Tomorrow è un opera in vari formati che rivisita e dona nuove perle con sua caratteristica modalità slow di offrire nuovi paesaggi alla musica elettronica.

 

Enzo Baruffaldi di "memoria polaroid" - un blog alla radio

The Tubs – “Cotton Crown” (Trouble In Mind Records)

“Al funerale qualcuno mi ha toccato il braccio / Mi ha detto dovresti scrivere una canzone / Per onorare tua madre”... Beh, chiunque diavolo tu sia / Mi dispiace / Immagino che quella canzone sia questa."

Recita così l’ultima strofa dell’ultima canzone del nuovo album dei britannici The Tubs, intitolato “Cotton Crown”, e direi che mette bene in chiaro che cosa raccontano queste canzoni: il tema della perdita e della morte, il bisogno di confessarsi senza barriere, il fare i conti con la propria vita adulta, nonostante tutto, e con l’arte.

La scrittura di questo album è stata fortemente influenzata dal suicidio della madre del cantante Owen Williams, madre che era, a sua volta una cantante folk, Charlotte Greig. E non è un caso che Charlotte Greig compaia anche sulla copertina del disco, in una foto in cui allatta il neonato Owen, curiosamente in un cimitero.

Tutto questo doloroso groviglio di emozioni e riflessioni i Tubs, però, lo accompagnano a un suono travolgente, che riesce a tenere assieme le chitarre aggressive degli Husker Du, le melodie suadenti e avvolgenti degli Smiths e il jangle pop più scintillante di Felt e Field Mice.

Forse i Tubs non suonano più così punk come nell’esordio “Dead Meat”, ma con “Cotton Crown” mostrano di aver saputo perfezionare ulteriormente la loro scrittura, trasmettendo tutta l’urgenza delle loro canzoni, quel loro scavare feroce nelle pieghe cupe delle relazioni personali e delle nevrosi post-moderne, con una tavolozza sonora ancora più ampia, sofisticata e ricca.

Insomma, possiamo sicuramente inserire “Cotton Crown” dei The Tubs, tra i dischi indie rock migliori della stagione.

 

Cristian Adamo - Solo Lains

Traxman - Da Mind Of Traxman Vol.3

Da Mind Of Traxman Vol.3 è il terzo episodio della raccolta dall'archivo di Traxman per la Planet Mu.
Traxman al secolo Corky Strong ha una lunga storia di profondo coinvolgimento nella Chicago house, pubblicando per la prima volta con la leggendaria etichetta Dance Mania a metà degli anni Novanta, e da allora dividendo le sue produzioni tra ghetto house, juke e footwork, pubblicando al fianco di Steve Poindexter e Fast Eddie e dei defunti DJ Deeon e DJ Rashad.
Il terzo volume di “Da Mind Of Traxman” è il primo dal 2014. Questo nuovo album è stato realizzato con l'aiuto del collega e amico Sinjin Hawke, artista di Planet Mu, che ha assunto il compito di A&R per raccogliere il meglio di centinaia di brani risalenti al 2005.
Il volume 3 mostra la straordinaria capacità di Traxman di portare la vecchia musica nel futuro senza perdere il feeling e l'energia dei suoi campioni e delle sue influenze.
Consigliatissimo da Solo Lains aka Cristian Adamo.

Nel mare magnum delle nuove uscite discografiche fatti guidare dai nostri redattori musicali, non da un algoritmo!

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Laurent Fintoni - All Tomorrow's Archives

Staying: Leaving Records Aid to Artists Impacted by the Los Angeles Wildfires by Various Artists

Los Angeles è una città che mi è cara per molte ragioni: ci ho vissuto, ho molti amici lì ed è una delle mie città preferite al mondo perché è bella in modi che spesso sono percepiti come sbagliati da molte persone dall'esterno, ma che hanno una bellezza incredibile se impari a riaggiustare la tua percezione e ti lasci vedere la città nello stesso modo in cui la vedono molti di coloro che ci vivono. All'inizio di quest'anno LA è bruciata di nuovo, ma questa volta gli incendi sono stati molto peggiori portando via parti di città e quartieri accanto a LA proprio. La devastazione è difficile da comprendere se non ci hai mai vissuto o non ci sei mai stato, ancora più difficile perché parte di essa ha avuto un impatto su molti artisti e comunità emarginate che si erano create uno spazio per se stesse che ora è cenere. Questa compilation di Leaving Records raccoglie fondi per queste vittime e dipinge un bellissimo quadro sonoro della diversità musicale e artistica che la città ospita da decenni, oltre sei ore di tracce esclusive e registrazioni dal vivo, molte delle quali di artisti direttamente colpiti. Sarà un anno lungo e sarà una lunga strada, ma le comunità colpite e la città si riprenderanno.

 

Gianluca Zamproni aka Zamp - 2 OR DIE

Otis Kane - “Violet”

Pur iniziando a cantare da pischello, prima di dedicarsi alla sua musica Anthony Vazquez passa molto tempo dietro le plance di missaggio e come strumentista, lavorando al suono di nomi quali Wiz Khalifa e Nick Jonas. Nel 2019 abbandona i dietro le quinte e comincia a pubblicare alcuni singoli nei panni di Otis Kane, firmando poi nel 2021 il suo primo progetto, Purple BLUE. Arriviamo al 25 gennaio 2025, giorno in cui esce Violet, secondo disco (ormai mi perseguitano...) dell’artista e nostro disco della settimana.

Dietro una copertina che omaggia le cover con faccione in primo piano e colori desaturati tipiche di tante gloriose produzioni anni ‘70, si celano 12 brani ispirati e astuti, che immortalano un artista nel pieno della sua presabene-era.
I testi esplorano in maniera recidiva le pieghe dell’amore nei suoi vari stadi, dall’epoca del solo miele e fuoco a quelli del consapevole agrodolce, il tutto accompagnato da un bel souly/funky/r’n’by sound che ci proietta tra le tinte di un rosso sole all’orizzonte schermato dalle palme di Los Angeles, terra natale di Kane.

Disco senza impegni e ottimo per accompagnare un aperitivo in terrazza, magari fra qualche mesetto, quando ci sarà̀ bisogno di un disco fresco per placare il caldo.

 

Igor - Cold Wave

Heartworms - “Glutton For Punishment”

 

 

 

 

 

 

 

 

Heartworms è il progetto solista di Jojo Orme, talentuosa e giovanissima musicista inglese che, già dalle prime apparizioni, aveva messo in mostra idee molto chiare che trasformava in brani dalle caratteristiche post punk a tinte dark. A ciò accompagnava una scelta di immagine, nella quale esprimeva tutta la sua passione per l’aeronautica militare, una divisa che indossa spesso anche nei suoi live, cosa che le ha procurato qualche incomprensibile critica (ma non lo facevano anche i Clash?).

Quando è riuscita a mettere insieme qualche brano e un po’ di coraggio, ha inviato tutto alla Speedy Wunderground di Dan Carey (Squid, Fontaines DC, Goat Girl, Wet Leg, tra gli altri) che, da vecchia volpe, ha subito intuito le potenzialità di Jojo e l’ha subito aggiunta alla sua scuderia di future promesse della musica. Nel 2022 si inizia a fare sul serio, esce “Consistent Dedication” accompagnato da un video che è vera una bomba, in cui Jojo inizia cantando tra sospiri e pop sognante. Una dimensione dark che finalmente si discosta dai soliti cliché di ascolti, mentre lei si mostra sicura e sfacciata nella sua divisa militare. Nel 2023 esce il suo primo EP dal titolo “A Comforting Notion” nel quale, oltre a “Consistent Dedication”, troviamo altri pezzi che dimostrano il valore del progetto e che denotano un certo stile originale e preciso, che finirà per farla distinguere nel panorama dance-punk gotico. D’altronde, è raro vedere artisti che escono a razzo con un'identità così forte, ma Jojo Orme sa esattamente chi è e cosa vuole ottenere.

Così il 7 febbraio scorso esce finalmente la prima prova sulla lunga distanza, che è l’album di cui parliamo oggi. All’interno di "Glutton For Punishment", titolo del disco si sentono svariate influenze, da PJ Harvey (che sembra l’ispirazione più evidente) a Siouxsie (soprattutto in “Warplane” e “Celebrate”), dagli Interpol di Paul Banks per l’approccio revivalista, all’elettro rock teutonico (Fraftwerk in primis); non a caso la nostra frontman inglese ha dichiarato di adorare gli svizzeri Grauzone, che la loro storia nella new weve tedesca l’hanno fatta all’inizio degli anni 80 con un unico disco, che è una pietra miliare della Neue Deutsche Welle. Questo disco spazia con facilità e senza effetti collaterali tra il post punk, il goth e l’elettronica da dance floor a tinte cupe.

Da segnalare i brani “Jacked”, un’incontenibile e bellissima cavalcata di pura fisicità chitarristica, “Warplane”, probabilmente l’inno dell’album e l’affascinante “Extraordinary Wings”, un sinth stile Fraftwerk tagliato con un trip hop ondulato e avvolgente.

 

Albi Bello - Museek:Response

Om Unit - Acid Dub Studies III

Jim Coles è un’istituzione dell’underground inglese che non ha bisogno di presentazioni: tra Om Unit e Philip D Kick ha dato alla scena dub/jungle un contributo musicale fondamentale, supportato da una coerente e battagliera etica culturale, che lo ha portato recentemente ad abbandonare Spotify e a stabilirsi tra i più attivi artisti a potersi fieramente e vermanete definirsi indipendente.

Il terzo capitolo della serie Acid Dub Studies chiude la trilogia dedicata ai suoni della Roland 303, sapientemente manipolati in 3 capitoli dal valore enciclopedico. Una saga durata 5 anni che ha dato lustro a uno strumento che ha fatto storia, di cui il nostro Coles conosce i segreti e gli utilizzi più ampi ed eclettici, regalandoci un disco che va da fumose atmosfere dub fino a irresistibili gemme dancefloor, con le quali Om Unit si dimostra un eclettico producer, capace di unire più generi e stili con una serenità invidiabile. Mito!

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Gabriele Savioli - Poptones

THE LINGS – WE CAN’T BE FRIENDS (Slack, 2024)

Secondo album per i Lings, la band di base fra Mantova e Verona. We can’t be friends, questo è il titolo del nuovo lavoro, conferma in pieno le aspettative nate dopo il sorprendente esordio omonimo del 2022. Rispetto al primo album, nel quale la band sapeva districarsi in maniera eccezionale tra power pop, moody garage e jangle jangle folk, nella migliore tradizione westcoastiana, il lavoro in questione aggiunge elementi tra l’indie e il britpop di metà anni ’90 (echi di Supergrass, Northern Uproar e Teenage Fanclub, nei brani più intimi e acustici) e country rock, abbracciando così in pieno l’evoluzione che fu, al tempo, propria dei maestri Byrds. Il tutto amalgamato come solo le grandi bands riescono a fare, in modo tale da essere ormai riconoscibili al primo ascolto in virtù della capacità di aver creato un suono che li contraddistingue in maniera chiara, tanto da far esclamare già dai primi secondi di ascolto: “Cazzo! Sono i Lings!”

Edoardo Cappello Riguzzi - Punchline

Marracash - È finita la pace

"È finita la pace", l'album che chiude la trilogia iniziata con Persona e proseguita con Noi, loro, gli altri. Marracash, come sempre senza filtri, affronta temi complessi e riesce a rappresentare in modo incisivo la realtà del periodo storico in cui viviamo.

Si tratta di un album maturo e colto, arricchito da riferimenti a grandi autori come Nietzsche, Dostoevskij e altri. Musicalmente, i brani sono impreziositi da sample originali e mai banali, come Ivan Graziani in "È finita la pace" o i Pooh in "Soli". Quest’ultimo affronta il tema della solitudine maschile, spogliandolo di ogni maschera e retorica.

In "Mi sono innamorato di un'AI", Marracash esplora il rapporto tra esseri umani e macchine, in un contesto in cui le interazioni digitali sono sempre più pervasive. Il brano riflette sulle complessità delle relazioni moderne, suggerendo che legami emotivi possano formarsi anche con entità non umane. La canzone è una critica alla società contemporanea, evidenziando come le interazioni digitali possano, paradossalmente, risultare più appaganti delle esperienze reali. Espressioni come "Là fuori è solo CGI" sottolineano l'illusorietà e l'artificialità del mondo moderno.

Un altro pezzo di grande spessore è "Penthotal", il cui titolo si riferisce a un anestetico, evocando il desiderio di anestetizzare il dolore o di svelare verità nascoste. Il tema centrale del brano è la vulnerabilità e la ricerca di autenticità in un mondo spesso superficiale. Marracash riflette sul dubbio, sulla manipolazione e sui conflitti emotivi, mettendo a nudo le proprie imperfezioni e le difficoltà delle relazioni umane. Il testo evidenzia la continua lotta tra il mantenimento dell'integrità personale e il desiderio di connessione.

Con "È finita la pace", Marracash dimostra ancora una volta la sua capacità di unire profondità tematica e qualità musicale, offrendo un’opera che non solo descrive, ma interpreta il nostro presente.

 

Banderas - Paradisco

The Civera Edits: Volume 2

La ricerca meticolosa di Beppe Savoni nel mondo della disco italiana super-underground ha generato l’ennesimo gioello: non siamo di fronte solo a quattro chicche esplosive dimenticate del nostro passato ma siamo di fronte a dei re-edit mescolati e riassemblati tutti in favore della propulsione del ballo, dell’ammiccamento, dell’amplesso.

Difficilissimo, praticamente impossibile, risalire ai prototipi originali. Questo fa sì che Civera Edits volume 2 si sviluppi come un prodotto autonomo che ribalta il concetto della ricerca verso retromania: in questo caso i brani nascono nel mondo degli anni ’70, ma mixaggio, remaster e un sapiente taglia-copia-incolla ne hanno ridisegnato i contorni come fossero canzoni di oggi.

 

Nel mare magnum delle nuove uscite discografiche fatti guidare dai nostri redattori musicali, non da un algoritmo!

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Cristian Adamo - Lains for Lions

DJ-Kicks: Steven Julien

Dj Kicks! è la storica collana di K7, affidata per ciascun episodio ad un dj/producer/musicista. Il nuovo episodio è stato affidato a Steven Julien, conosciuto anche come Funkineven e fondatore della Apron Records. Steven Julien ha traslato il suo stile inconfondibile, tra electronica, beats, techno, house, coniugando le sue produzioni con brani presi tra presente e passato tra gli altri di Ryuichi Sakamoto, Dam Funk,  Hudson Mohawke, Kyle Hall, The RAH Band e molti altri... e ultimo ma non per ultimo il nostro Brothermartino presente anche nella versione vinile. Questo DJ Kicks, va oltre la compilazione, è un lavoro organico, con una visione ben chiara tra archivio e inediti.

 

Luca Garuffi - Stagione Zero 

Kinkajous - Nothing will disappear

Disco dell'anno, è "Nothing will disappear" del progetto britannico Kinkajous, guidato dal batterista/produttore Benoît Parmentier e dal sassofonista Adrien Cau. Insieme a Jack Doherty ai sintetizzatori/tastiere, Andres Castellanos al basso, insieme ai formidabili archi di Alan Keary, "Nothing Will Disappear" è cinematografico fino all'ultimo secondo. Un'eterea commistione di matrice jazz, che però spazia nei campi dell'elettronica più ossessiva e si muove verso momenti sospesi e fluttuanti che ricordano la collaborazione tra Floating Points e Pharoah Sanders.

"Dato che il nostro disco precedente era piuttosto oscuro e introspettivo, con questa musica volevamo fuggire in uno spazio diverso", spiega Parmentier. "Volevamo che fosse più colorato, più motivato, spingendoci al contempo verso i limiti della fragilità e della vulnerabilità."

 

Alberto Bello - Museek:Response

Midland - Fragment of Us

Midland fa da se e fa un lavoro eccezionale:
Pubblicato sulla sua Graded, Fragments of Us è un album necessario per bellezza e importanza nella nostra attualità.
In un mondo che ha troppo da sindacare sulle scelte amorose e sessuali dei singoli, dedicare un disco alla cultura queer e alla sua storia, in ambito clubbing/discografico, è un gesto importante, che trascende dalla sola fruizione musicale e che restituisce un fotografia dell’esperienza personale di Henry Arthur Agius, produttore londinese che risponde all’alias Midland, ma che, nonostante il punto di vista soggettivo, offre un contributo storico concreto e veritiero della scena.
La cosa eccezionale è che né la musica né il concetto hanno un ruolo subordinato all’altro in questo disco. Musica, parole e concetto scorrono in maniera sempre interessante e armoniosa, senza mai essere l’una il solo accompagnamento dell’altro, e regalandoci un disco il cui ascolto è un vero e proprio gesto di piacere nei propri confronti.

 

 

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Edoardo Riguzzi - PunchLine

Hermanos Gutiérrez - Sonido Cósmico

 

 

 

 

 

 

 

 

Sonido Cosmico è il sesto album del duo ecuadoregno-svizzero Hermanos Gutierrez, il secondo prodotto da Dan Auerbach. La loro arte è musica che canta senza bisogno di un cantante, che è lirica senza bisogno di parole. L’immaginario, come spesso nei loro dischi, è quello di attingere all'immaginario spaghetti-western per un viaggio cosmico e spirituale sotto il cielo stellato delle ampie e desertiche terre di un ideale Far West.

Il disco ripropone sonorità già sentite anche nel loro album precedente, El Bueno y El Malo, ma, rispetto agli album precedenti sviluppati solo con il suono delle loro due chitarre, troviamo questa volta suoni psichedelici realizzati anche con tastiere, percussioni e synth, che rappresentano la vera novità di quest'ultimo progetto.

L’atmosfera malinconica di “Lágrimas Negras”, il brano che apre Sonido Cosmico, intreccia sonorità di slide guitar e lievi accenti flamenco, impostando un mood sognante e rarefatto che pervade il resto dell’album. Su queste stesse coordinate si sviluppano tracce come “El Fantasma”, “Cumbia Lunar” e la title track.

Pur essendo un album strumentale, Sonido Cosmico si distingue per un tono contemplativo scosso qua e là da ritmi incalzanti e strutture armoniche più articolate, come accade in “Abuelita”. Anche brani come “Low Sun” introducono elementi ruvidi, con riff di chitarra grezzi poggiati su un groove percussivo solido e avvolgente.

Tra i momenti più particolari dell’album, “Barrio Hustle” che si arricchisce di sfumature funk e di un organo dal suono morbido, mentre “Until We Meet Again” esplora profonde armonie riverberate, creando una struttura più vicina a quella di una canzone tradizionale (strofa-ritornello-bridge) che richiama, in qualche modo, le sonorità dell’ultimo disco dei Khruangbin.

 

Alberto Simoni - Area Contaminata

Eros - Your Truth is a Lie

“Your Truth is a Lie” è il titolo dell’album di esordio per Eros pubblicato a due anni di distanza dall’ep di debutto “A Southern Code “. Eros è il progetto che vede coinvolti Karl O’Connor, meglio conosciuto con il moniker di Regis, Liam Andrews degli australiani My Disco e Boris Wilsdorf, noto produttore e ingegnere del suono, in particolare, degli Einsturzende Neubauten. L’album vede il contributo di Anni Hogan al piano e di Rosa Anschütz alla voce in un brano ed è stato registrato nel famoso studio di registrazione andereBaustelle di Berlino. È proprio la fase di produzione e di assemblaggio curata con la consueta maestria da Wilsdorf che ha reso l’album molto migliore della semplice somma delle singole parti, ovvero le basi ritmiche create da Karl O’Connor, le ruvide linee di basso di Liam Andrews e le atmosfere in stile Einsturzende Neubauten. Il lavoro esce su Downwards, label gestita dallo stesso Regis, il quale non ha mai nascosto il suo amore per le sonorità new wave, post-punk e industrial che hanno influenzato la sua carriera di dj e produttore in ambito techno. A conferma di ciò la Downwards ha pubblicato da poche settimane l’album che ha segnato il ritorno dei Wolfgang Press, formazione di culto del post-punk inglese. In conclusione, un lavoro decisamente riuscito che può soddisfare sia gli amanti del suono post-punk più cupo che quelli dell’industrial techno.

La Totta - Uniquest

Juniore - Trois, Deux, Un

Sin dai loro esordi nel 2013, gli Juniore si sono distinti per un sound particolare, che pone l'accento su linee di basso lunatiche, sensibilità pop e le performance vocali di Anna Jean. Come nei precedenti dischi, in questo nuovo lavoro, "Trois, Deux, Un",  è impossibile ignorare l'impatto delle influenze old-school, sonorità associate all’etichetta Disques Vogues degli anni Sessanta, di Françoise Hardy e del movimento yé-yé, che danno ai brani una qualità senza tempo. Questo non vuol dire, però, che il materiale dei Juniore sia bloccato nel passato; la band riesce a rendere omaggio alle proprie influenze e alla ricca storia musicale della propria nazione, impregnandole al contempo con un taglio decisamente moderno, anche grazie al lavoro di produzione svolto da Samy Osta che in questo disco  ha instillato efficacemente lo spirito della psichedelia e del garage rock di metà secolo.

Sebbene "Trois, Deux, Un" non rappresenti certo un allontanamento radicale dal loro lavoro precedente, ogni nuovo progetto intrapreso dalla band aggiunge un nuovo ed entusiasmante strato al loro sound. Questo album è di gran lunga il più cinematografico che abbiano mai realizzato tanto che un aspirante regista potrebbe facilmente collegare una narrazione alla lista dei brani e usare l'album come una colonna sonora già pronta.

L'evoluzione costante ha dato i suoi frutti: questo è il loro LP dal suono migliore fino ad oggi, con chitarre surf, ondate di organi e voci distaccate e sognanti. I fan di Broadcast, Stereolab o del decennio “anni Sessanta” si troveranno a casa loro. Un disco perfetto con cui, ad esempio, passeggiare allegramente tra le foglie croccanti in una luminosa domenica con i vostri migliori abiti autunnali e sentirsi estremamente eleganti.

MorraMc - Class+

Dennis Bovell - Sufferer Sounds 

Sufferer Sounds è una raccolta di piccole perle di dubs rari, roots e lovers rock di un leggendario produttore
che si è fatto apprezzare per l' eclettica e ampia gamma di generi musicali frequentati, dal dub poetry al lovers rock, dal post-punk alla disco, al pop e oltre. Il suo lavoro di produzione abbraccia personaggi così diversi come The Slits, I Roy, Maximum Joy, Fela Kuti, The Pop Group, Janet Kay, Saada Bonaire, Orange Juice, Golden Teacher, Steel Pulse e altri.

 

Questa compilation si concentra sul periodo durante e subito dopo il coinvolgimento di Bovell con il Jah Sufferer Sound System, scavando a fondo per trovare tagli profondi e versioni meno note, principalmente dal 1976 al 1980. Restaurato e rimasterizzato con cura presso Dubplates & Mastering a Berlino in modo che queste tracce vecchie di decenni suonino incontaminate e dinamiche, e sequenziate per portare l'ascoltatore in un viaggio attraverso il genio della produzione e dell'arrangiamento di Bovell.

 

 

 

Nel mare magnum delle nuove uscite discografiche fatti guidare dai nostri redattori musicali, non da un algoritmo!
Leggi le recensioni dei migliori dischi di settembre e ottobre selezionati per NEU RADIO e ascoltale nel podcast dalla loro voce, assaporando un brano tratto dal disco.

 

Gabriele Savioli - Poptones

X - Smoke & Fiction (Fat Possum)

Gli X hanno annunciato il ritiro dalle scene. Lo celebrano nella miglior maniera possibile con questo grandissimo album, Smoke&Fiction, poco più di trenta minuti di una potenza e tenerezza unici. L’album, il secondo dal ritorno sulle scene 4 anni fa con Alphabetland, è un compendio di quanto di meglio la band ha espresso durante la sua lunga carriera. Gli X furono coloro che meglio di chiunque altro, alla fine degli anni 70, ha cantato la Los Angeles più sporca, cattiva, disperata: in una parola la Los Angeles vera, lontana anni luce dai riflettori di Beverly e Hollywood hills. Sono coloro che per primi riuscirono a coniugare la furia del punk rock con la musica tradizionale americana: country e rock’n’roll su tutto. Cala quindi il sipario su una delle band più importanti della cultura underground degli ultimi 40 anni, un finale migliore era difficile
immaginarselo.

 

Laura Marongiu - Solaris

Civilistjävel!- Brödföda (FELT)

Civilistjävel! è il moniker del producer, compositore e DJ svedese Tomas Bodén. Alle spalle ha una serie di album self-released, un approdo nella compianta Low Company e un altro lavoro su FELT. Le sue sono composizioni che sfuggono gli inquadramenti tradizionali, muovendosi tra il minimalismo, l'ambient, la techno dub e il field recording. In questo ultimo doppio album Boden ci propone ascolti atmosferici, echi casalinghi, riverberi ambient e preziose collaborazioni con una serie di cantanti e artisti (Laila Sakini, Mayssa Jallad, Thommy Wahlström, ELDON e Withdrawn) che hanno arricchito le texture sonore con le loro voci.

 

 

Andrea Moretti – Paradisco

Elkka - Prism of Pleasure (Ninja Tune)  

Il disco della settimana consigliato da Paradisco è Elkka (con due K), che per la cult label Ninja Tune rilascia il debut album Prism of Pleasure. Elkka è una gallese attiva nei movimenti LGBTQ+ che rilascia una bella bombetta house con sonorità contemporanee. Contemporanee sono anche le citazioni di famosi brani del passato di artisti come i First Choice o i Tears for Fears ma perfettamente inseriti in pulsazioni per niente nostalgiche. La produzione è futuristica, con accenni di Uk-garage e di trance sempre mantenendo una bella cassa dritta senza eccedere troppo in velocità, anzi, a volte ci si rotola in questo lettone morbido e sensuale. La particolarità di questo album è che le line vocali, senza plagiare esplicitamente alcuni brani del passato, aprono i cassetti della memoria della musica dance degli ultimi 30 anni.

Prism of pleasure è un piacere anche da guardare visto che la copertina brilla arcobaleno controluce e ci sono delle gigantesche labbra al centro del disco in vinile che, in corrispondenza del buco per il piatto gioca ambiguamente… mandandoti in estasi… in tutti i sensi. Nuovo ma anche familiare o, come si dice nella lingua dell’élite: accattatevill'

 

Laurent Fintoni - All Tomorrow's Archives

Martyn - Through Lines

Questa compilation di brani tratti dal catalogo del produttore/DJ olandese Martyn è una bella finestra su un periodo speciale della musica dance, sia storicamente che personalmente. Quel periodo va da i primi anni del 2000 fino ai primi del 2010, un periodo in cui i confini tra generi come drum & bass, house, techno, broken beat, garage, grime e dubstep sono diventati sempre più porosi, culminando infine nel termine generico di bass music. In quel periodo è stata realizzata molta musica speciale, accanto a molte night clubs speciali, e Martyn ha sicuramente catturato lo spirito dell'epoca con il suo remix Broken Heart di TRG o il melancholic roller di Vancouver. Come Martyn, quel periodo della mia vita ha comportato anche spostamenti dal mondo della drum & bass e dell'hip-hop verso suoni più nuovi come la dubstep ma anche i classici della house e della techno e quindi questa compilation è per me come una bella passeggiata lungo il viale dei ricordi ma per chi non conosce Martyn o questo periodo è anche una bella introduzione e via di entrata.

 

 

Enzo Baruffaldi - "Memoria polaroid" - un blog alla radio

Chinese American Bear - "Wah!!!" (Moshi Moshi Music)

A quanto pare, WAH! in cinese corrisponde al nostro WOW! e si usa esattamente allo stesso modo. "WAH!!!" è anche il titolo che i Chinese American Bear hanno dato al loro secondo album, scelta quanto mai appropriata per questa caleidoscopica raccolta di canzoni allegramente ed esageratamente sopra le righe.
I Chinese American Bear sono un duo che fa base a Seattle, composto da Anne Tong e Bryce Barsten, coppia nell’arte e anche nella vita. Anne e Bryce sostengono che queste nuove canzoni vogliono soltanto “essere divertenti, vivaci, un po' ruvide e non parlare di niente in particolare”.  In realtà, "WAH!!!" è un album che mescola con molta grazia e spontaneità elementi di pop orientale e attitudine indie rock occidentale, innestando groove rotolanti e citazioni impreviste, cantando senza soluzione di continuità sia in inglese che in mandarino, e finendo per creare un’atmosfera giocosa e colorata, senza mai risultare noioso o ripetitivo.
Tra un colpo al cerchio del funk e uno alla botte del pop psichedelico, qualcuno ha suggerito che i Chinese American Bear suonano come se i Beach Boys e i Flaming Lips si mettessero a fare musica per bambini assieme. A me hanno riportato alla mente anche certe eccentriche band di casa Grand Royal, tipo le Buffalo Daughter o i Butter 08.

Oppure, per venire ai giorni nostri, si potrebbe dire che questo disco piacerà anche ai fan orfani degli esuberanti Superorganism. Insomma, preparatevi a sorridere, lasciatevi meravigliare ed esclamate anche voi “WAH!!!”.

 

Massimo Bello - SEED

Nubiyan Twist - Through Lines

Formazione ricca di ben nove musicisti, capitanati dal chitarrista e produttore Tom Excell e dalla cantante Aziza Jaye, oggi considerati parte della “New Wave of British Experimental Jazz” , vede musicisti produttori esperti e compositori ispirati che si uniscono per creare un suono unico e contagioso che attinge dal jazz, hip-hop, afrobeat, dancehall, dub, soul, fino alla musica dance; suoni sapientemente legati tra loro, con elementi elettronici, melodie guidate dai fiati e improvvisazioni spontanee; l'album si apre però con "Battle Isn't Over", uno dei pezzi più riflessivi, una sorta di introduzione-dichiarazione di intenti, sul non arrendersi alle sconfitte e alle difficoltà.

Si tratta di un disco che si fa apprezzare mano a mano che lo si ascolti, potendo coglierne un po' alla volta la profondità, la ricchezza musicale e la portata dei vari collaboratori che vi hanno preso parte.

 

 

Perché l’anteprima di questo inedito di Blak Saagan?

Trieste Science + Fiction Festival, il più importante evento italiano dedicato alla Fantascienza, erede di una tradizione che a Trieste nasce negli anni Sesssanta, ha chiesto a Loris Zecchin e a Fabrizio Garau di The New Noise di realizzare una compilation a tema sci-fi. Loro non se lo sono fatti ripetere e hanno attinto a ciò che conoscono meglio: l’underground italiano. Siccome The New Noise, come Triple H alla WWE, predilige il long term storytelling, vi accorgerete che nella tracklist di Invisible Comma – questo il titolo della compilation – ci sono artisti di cui si sono occupati sovente più di una volta, quando possibile intervistandoli: Malasomma, il fuoriclasse retrowave italiano Confrontational, il monumento dark ambient Andrea Marutti (qui come Lips Vago), i due Tristan Da Cunha (che hanno iniziato da poco una seconda carriera isolazionista non solo per via del nome), il protagonista di quest’anteprima Blak Saagan, a cui forse piace John Carpenter, basta sentire questa “Black Out a New York”, i due SabaSaba, una delle migliori scoperte di Maple Death, i due Chaos Shrine (altra novità torinese all’insegna di un dub scurissimo) e infine l’unica emigrata, e di altissimo livello: Martina Bertoni, violoncellista dronegaze che non troppo tempo fa ci ha trasportati su Solaris.

Vi terremo ancora informati. Un giorno la compilation sarà disponibile per tutti, per sempre, sul canale YouTube del Festival. Ma avremo anche le copie fisiche, che saranno disponibili al festival. Se ne rimarranno, dovrete seguire il sito del Festival per sapere come procurarvele nel caso non riusciate a passare a Trieste tra il 29 ottobre e il 3 novembre.

 

Sabato 14 dalle 19, NEU RADIO 𝗶𝗻𝗮𝘂𝗴𝘂𝗿𝗮 𝗹𝗮 𝗻𝘂𝗼𝘃𝗮 𝘀𝘁𝗮𝗴𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗿𝗮𝗱𝗶𝗼𝗳𝗼𝗻𝗶𝗰𝗮 𝗰𝗼𝗻 𝘂𝗻𝗼 𝘀𝗽𝗲𝗰𝗶𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗷 𝘀𝗲𝘁 𝗮 𝟴 𝗺𝗮𝗻𝗶 𝗱𝗮 𝗧𝗿𝗼𝗽𝗶𝗰𝗮𝗹 𝗕𝗮𝗹𝗲𝗿𝗮, lo spazio estivo nel Parco del Dopolavoro Ferroviario, per scaldarsi nell’attesa del live di SENYAWA - X al Locomotiv Club.
In apertura al dj set, in diretta radiofonica alla 18.30, scopriremo SENYAWA - X il progetto creato da Rully Shabara e Wukir Suryadi, duo sperimentale indonesiano il cui approccio unico alla musica li ha portati sulla scena mondiale.
Ti aspettiamo per celebrare insieme a noi un nuovo anno di musica ...ci si vede lì! ❤️
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📻 18.30 Intervista x SENYAWA - X
🎧 19.00 La Totta-Enzo polaroid-Gabriele Savioli-Alberto Simoni dj set
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🍹 Cocktails-Wines-Mocktails
👕 Exclusive NEU RADIO Merch
📍 Tropical Balera - Locomotiv Club - DLF (BO)
🎫 Free Entry