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Luca Garuffi - Stagione Zero

Move 78 - In the Age Of Data

Per iniziare il 2026, il disco della settimana di Stagione Zero è IN THE AGE OF DATA del progetto Move 78.

Il gruppo berlinese arriva nel 2025 al quinto album e raggiunge e forse supera i picchi del bellissimo esordio “The Algorithm Smiles Upon You”. Parliamo di una bilanciata fusione di jazz e inserti elettronici, istinto puramente da jam session e campionamenti di ispirazione hip hop.

La formazione principale è composta da Doron Segal (tastiere), Nir Sabag (batteria), Hal Strewe (basso), Meravi Goldman (corno francese) e Aver (campionatore/produzione).

In the Age of Data è composto di 11 brani ma può essere diviso in due parti ben distinte (anche se molto coerenti tra loro). I primi sei brani sono una sorta di improvvisazione eterea e sospesa, basata sulla ripetizione costante della stessa bass line. I brani, non a caso si intitolano tutti “Dusty but digital” part 1-6.

I restanti 5 brani sono invece vere e proprie tracce separate che comunque mantengono il mood e le sonorità della prima parte. Tra queste segnalo decisamente il crescendo visionario di Quantum Listening.

Nota divertente. Il nome della band è ispirato a un famoso match di un antico gioco da tavolo cinese tra il campione del mondo Lee Sedol, e un programma per computer chiamato AlphaGo. Dopo essere stato sconfitto nelle prime tre partite dall’avversario basato sull'intelligenza artificiale, il campione ha sbalordito tutti adattandosi e giocando una mossa così strano che ha completamente sconcertato AlphaGo e i suoi algoritmi. La mossa – che rappresentava la risposta umana di Sedol: adattarsi per affrontare le sfide di un mondo tecnologico in continua evoluzione – è stata la mossa 78.

 

Laurent Fintoni - All Tomorrow's Archives

Sixtoo - 30

A questo punto, essere una persona anziana nell'hip-hop significa scegliere se essere il vecchio che urla contro le nuvole o un adulto normale che accetta che le cose cambino e che c'è ancora molto da godersi nella musica, sia passata che presente. Recentemente, nel mio tentativo di non essere il vecchio che urla alle nuvole, ho riflettuto su come siamo arrivati al punto in cui gli artisti che abbiamo ammirato hanno una loro opera da considerare, proprio come avevano gli artisti più anziani, in particolare quelli del jazz/funk/soul, con cui siamo cresciuti. Uno di questi artisti è il rapper, produttore e creativo a tutto tondo canadese Vaughn Robert Squire, meglio conosciuto da molti come Sixtoo. Dopo quasi due decenni trascorsi nel deserto di varie occupazioni creative e alcune musiche sotto vari pseudonimi, Sixtoo è tornato con un nuovo album, 30, e un'antologia di demo e beat inediti per un totale di quasi 200 brani. Si tratta di una grande raccolta che rifletta le radici di Sixtoo in una certa era dell'hip-hop, il momento indie della fine degli anni '90/inizio degli anni 2000, il suo interesse per il punto d'incontro tra tecnologie analogiche e digitali e la sua volontà di impegnarsi nell'evoluzione sonora dell'hip-hop. È sicuramente un album per le heads, ma mi piace pensare che anche i nuovi fan dell'hip-hop e del rap possano trovarvi qualcosa di interessante e magari scoprire a modo loro la storia di questo genere musicale.

 

Matteo Maioli - Indi(e)pendenze

Clémentine March - Powder Keg

Il disco della settimana per Indi(e)pendenze è il terzo lavoro pubblicato da Clémentine March e intitolato “Powder Keg”. Lo si può tradurre come situazione esplosiva, e se da una parte descrive un mondo completamente allo sfacelo e sull’orlo del precipizio, dall’altra fotografa una raccolta di canzoni intrigante e multiforme. L’artista di origine francese ma di stanza a Londra non è catalogabile in un genere definito: provate ad ascoltare l’opener “After The Solstice”, venata di echi di Pentangle e Air, e quindi la grintosa “Upheaval”, piena di riverbero con i Nirvana nel cuore. Tuttavia due aspetti rivestono il disco dall’inizio alla fine, e cioè originalità e cosmopolitismo. Lo testimonia la squadra di musicisti che ha affiancato Clémentine nel progetto, dal geniale jazzista Alabaster DePlume (per l’irrefrenabile “The Power Of Your Dreams”) a Wilf Cartwright dei Tapir! passando per Rita Lee, voce e batteria negli Os Mutantes, in “Lixo Sentimental”. Io ho scoperto Clémentine March partecipando al listening party del disco su bandcamp, un’esperienza che raccomando a tutti gli appassionati di musica. Ogni canzone ha un’ispirazione speciale, come “Lucie” dedicata alla nipotina o la stupenda “You Are Everywhere” che viaggia a metà tra Beatles e il catalogo Flying Nun. Tutto miele per le nostre orecchie.

Listening Party Sleaford Mods a Bologna per The Demise of Planet X: ascolto collettivo, diretta radio e pizza solidale

📅 Venerdì 16 gennaio 2026 | 18:00–20:00

📍 Al Disco D’Oro – via Galliera 23, Bologna

🍕 Pizza “MEGATON” offerta da Berberè, creata in collaborazione con la band e a sostegno di War Child UK

📻 Ore 18.30: diretta live dell’evento su NEU RADIO

📀 Con l’acquisto dell’album: locandina o adesivi ufficiali in omaggio (fino a esaurimento scorte)

Disponibile nei formati:

🟢 LP Green Marble | ⚫️ LP Black | 💿 CD

 

Sleaford Mods - The Demise of Planet X

Venerdì 16 gennaio Al Disco D’Oro di Bologna un listening party dedicato a The Demise of Planet X, nuovo album dei Sleaford Mods, duo tra i più riconoscibili e coerenti del post-punk elettronico britannico contemporaneo.

Jason Williamson e Andrew Fearn proseguono il loro percorso con un disco essenziale e diretto, costruito su basi elettroniche minimali e uno spoken word asciutto e tagliente. The Demise of Planet X è un lavoro che affronta con lucidità temi sociali e politici, mantenendo una produzione scarna ma estremamente efficace, in perfetta continuità con l’estetica che ha reso il duo una voce centrale nella musica inglese degli ultimi anni.

L’ascolto collettivo sarà l’occasione per immergersi nel nuovo album in un contesto condiviso, tra musica, cultura indipendente e supporto a una causa solidale, con la possibilità di acquistare il disco nei diversi formati disponibili.

Disco D'Oro Bologna

 

🎧✨ Pronti alla maratona definitiva del 2025?

I nostri redattori hanno scelto i dischi, i concerti, i libri, i film, le serie tv e le mostre più belle dell’anno… e ve li raccontiamo tutti in diretta, uno dopo l’altro, senza fiato e senza pietà 😎

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Una domenica con tutti i nostri redattori e le cose migliori del 2025 secondo noi. Vieni a fare il tifo (o a dissentire)!🔥

Se non hai potuto seguire la diretta...recupera in podcast e scopri il meglio del 2025!

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Luca Garuffi - Stagione Zero 

Pino Palladino, Blake Mills - That Wasn’t A Dream

Pino Palladino, Blake Mills - That Wasn’t A Dream

“That wasn’t a dream” è il secondo album frutto della collaborazione tra il produttore, chitarrista Blake Mills (che vanta collaborazioni con artisti del calibro di Beck e Fiona Apple) e lo storico bassista Pino Palladino (che ha suonato un po’ con chiunque: dagli Who a D’Angelo ai De La Soul). “That wasn’t a dream”, a dispetto del titolo, è proprio un album da sogno lucido, sospeso tra ritmiche contorte e momenti di apertura quasi allucinati. 7 tracce strumentali in cui basso, chitarra ed elettronica si fondono in maniera fluida grazie ad una attitudine chiaramente jazz. La costante sensazione di stasi che percepisco dall’inizio alla fine dell’album, viene raggiunta in realtà attraverso un continuo movimento, in cui melodie isolate si alternano a nuvole armoniche apparentemente caotiche ma sempre ben organizzate.

All’album hanno collaborato anche il sassofonista Sam Gendel e il batterista Chris Dave, mentre il figlio di Pino, Rocco Palladino suona il basso nella bellissima e lunghissima Heat Sink.

Altra traccia da segnalare è quella di apertura dell’album: l’arpeggiata bossa di Contour.

 

Alberto Bello - Museek:Response

Daniel Avery - Tremor

Si chiama Tremor il nuovo disco di Daniel Avery, in uscita per Domino dopo una carriera trascorsa quasi interamente sotto l’ala della Fantasy di Erol Alkan. Un lavoro che sorprende: alla produzione compaiono nomi legati all’universo dei Nine Inch Nails, e l’influenza si sente tutta. Tremor è un disco potentissimo, capace di unire davvero moltissimi generi senza perdere coerenza: elettronica abrasiva, tensioni industrial, incursioni ambient e persino un momento di jungle spezzata che ne completa l’ecletticità.

È esattamente ciò che non mi aspettavo da Daniel Avery, anche se il percorso di crescita era evidente, sempre lungo la scia tracciata dal suo caro amico e mentore, il compianto Andrew Weatherall. Un disco che consiglio a chi vive sul confine tra elettronica e rock più spinto.

MorraMc - Class+

Nightmares On Wax - Echo45 Sound System

Echo 45 Sound System, presentato da Nightmares On Wax, è un lavoro a cui tengo molto, perché contiene tante piccole cose che mi sono care: un omaggio alle radio pirata, ai sound system e alle contaminazioni storiche tra la musica giamaicana e altre culture musicali.

Dietro Nightmares On Wax c’è George Evelyn, produttore con una lunga storia alle spalle – molti di voi lo conosceranno per il suo percorso su Warp Records – che qui torna idealmente alle radici, alle musiche che hanno segnato la sua gioventù. In Echo 45 Sound System convivono trip hop, elettronica, hip hop, reggae, dub, soul e jazz, mescolati con la naturalezza che avevano i suoi grandi dischi degli anni Novanta.

Già dal titolo si intuisce il richiamo al passato: Echo 45 era un sound system, una cassa acustica, e questo disco ne recupera lo spirito. I 13 brani attraversano la scena inglese tra anni Settanta e Ottanta, tra atmosfere urbane, bassi profondi e memoria collettiva, con la partecipazione di figure storiche come Gilles Peterson, Goldie e Daddy G.

Ma non è un’operazione nostalgica: accanto a loro ci sono anche artisti contemporanei come Peng, Steady Walker e Lion Bailey, che rendono il disco assolutamente attuale. Echo 45 Sound System è un lavoro trasversale, caldo, stratificato

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La Totta - Uniquest

Shame - Cutthroat 

Cutthroat, quarto album dei Shame uscito il 5 settembre 2025 per Dead Oceans, è un disco che taglia come il titolo promette: un’osservazione cruda, precisa, della vita e delle contraddizioni che la attraversano.

Le chitarre graffiano, i bassi pulsano come un cuore in accelerazione, e la voce di Charlie Steen oscilla tra rabbia, ironia e desiderio di verità. L’album non parla semplicemente di abbandono, ma di ciò che lasciamo andare: ruoli imposti, abitudini rassicuranti, compromessi che ci limitano. In Cowards Around emerge la frustrazione verso chi si nasconde, verso ipocrisie e codardie, ma anche verso se stessi, mentre ci si confronta con le proprie paure e fragilità.

In momenti come Quiet Life il tono si fa sospeso, riflessivo: uno sguardo interiore sul desiderio di libertà, sulle scelte rimandate, sulle strade non percorse. Eppure anche nella frenesia di Cutthroat, nella corsa sfrenata dei ritmi, c’è una vitalità feroce, un impulso a vivere pienamente, senza filtri.

Cutthroat è uno specchio lanciato in faccia all’ascoltatore: graffia, scuote, invita a riconoscere le proprie contraddizioni, e allo stesso tempo a danzare davanti alla propria verità. Gli Shame dimostrano così che la maturità non spegne la furia, ma la rende più lucida, intensa e poetica.

 

Andrea Moro Banderas di Paradisco

Alison Goldfrapp - Flux

Non è il ritorno alle origini di Lady Gaga che vogliamo segnalare e nemmeno la finta vita da show girl di Taylor Swift – che comunque continua a non piacerci.

A catturarci è il secondo album solista di Alison Goldfrapp che alla soglia dei suoi quasi sessant’anni decide di tornare indietro ai suoi venti, di citare ancora una volta, ma mai abbastanza, gli anni ’80 e, di conseguenza, di portare indietro nel tempo anche noi.

Tutti coloro che hanno passato le serate universitarie – e perché no anche vagamente LGBTQ - a Bologna una ventina di anni fa (ri)scopriranno con piacere l’attuale veste di Alison: non nuovissima, magari non originalissima, ma capace ancora di farci vibrare. Dance, synthpop a metà strada fra Kylie Minogue, i Royksopp e Roisin Murphy, i brani di Flux danno il loro meglio perché non incarnano un retro-sound urlato e sguaiato, ma sussurrato e capace di penetrare nelle vene immediatamente.

Flux è una carrellata un filo malinconica sui luoghi della notte e del cuore (e degli amori) di una volta: Locomotiv, Sesto Senso, Atlantide:  è come se le loro colonne sonore non si fossero mai esaurite, ma fossero ancora in “play” dentro di noi. Le vestigia della nostra gioventù pervadono questo nuovo album.

 

Cristian Adamo - Solo Lains

Mark Ernestus’ Ndagga Rhythm Force: Khadim

Dopo qualche anno di assenza torna Ndagga Rhythm Force di  Mark Ernestus’. Il nuovo album s'intitola Khadim.

Khadim è una straordinaria riconfigurazione del sound dei Ndagga Rhythm Force. La strumentazione è stata radicalmente ridotta. La chitarra è scomparsa, così come la concatenazione dei sabar e la batteria. Ciascuna delle quattro tracce si concentra su uno o due percussionisti; l'unico altro elemento registrato è il cant di Mbene Diatta Seck, tutto il resto è programmato. I sintetizzatori sono dialogicamente sincronizzati con la batteria. È significativo che Ernestus abbia scelto il suo amato Prophet-5, uno strumento caratteristico fin dai tempi dei Basic Channel, trent'anni fa. Dal punto di vista della trama, il suono è più dubwise, ricco di effetti. C'è una nuova spaziosità, annunciata all'inizio dai suoni ambientali della vita di strada di Dakar.

È bello sapere che Mark Ernestus non abbia avuto fretta nel re-immaginarsi il suono Ndagga Rhythm Force. Le cose buone a volte necessitano di lentezza e riflessione e questo album ne è una bella dimostrazione.

Laura Marongiu - Solaris

Lucrecia Dalt - A Danger to Ourselves (RVNG Intl.)

disco settimana

Nel luglio 2025, dopo un grave attacco epilettico che le ha fermato il cuore per otto secondi, Lucrecia Dalt ha pubblicato “caes”, un brano che parla del lasciarsi andare e del trovare il sublime nella caduta. L’esperienza l’ha segnata profondamente, aprendo una nuova fase artistica più intima e vulnerabile.

Il nuovo album A Danger to Ourselves, scritto e registrato insieme al compagno David Sylvian e uscito a Settembre per RVNG Intl., cattura questa immersione totale nel desiderio, nella fragilità e nella scoperta reciproca. Le canzoni alternano tensione e dolcezza: dal duetto iniziale “cosa rara” ai brani in cui la sua voce passa dallo spagnolo all’inglese, mantenendo una forza magnetica anche nei momenti più caotici.

Il disco è ricco di percussioni, melodie e dettagli sonori scolpiti con cura, grazie anche al contributo di artisti come Camille Mandoki, Juana Molina e il percussionista Alex Lázaro. Lucreacia Dalt flirta con il pop ma restando sempre in ambito “alt”, coerente col suo percorso artistico che esplora i confini della forma-canzone e della composizione

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Enzo Baruffaldi - "Memoria polaroid" - un blog alla radio

The Cords - "The Cords" (Slumberland Records / Skep Wax Records, 2025)

L’indiepop è sempre stato considerato un genere musicale abbastanza fuori moda, ingenuo e marginale, ma, allo stesso tempo, ha sempre avuto la capacità di sorprenderci e di restituirci la sensazione che qualcosa di nuovo e di bello possa ancora accadere. Nonostante le etichette di revival nostalgico e un sostanziale disinteresse commerciale, ha mantenuto intatta lungo i decenni la sua essenza: musica libera, personale, politica e profondamente umana.

Tutta questa energia, oggi, rivive in una band come le The Cords, duo scozzese formato dalle sorelle Eva e Grace Tedeschi, che con arrangiamenti essenziali e armonie vocali semplici riescono a creare qualcosa di rivelatore.

Il loro album d’esordio, intitolato semplicemente The Cords e pubblicato da Slumberland e Skep Wax, è un concentrato di melodie brillanti, energia punk e sincerità, tra brani di due minuti e ritornelli già classici.

Per poco più di mezz’ora le giovani sorelle di Glasgow corrono a tutta velocità, come se ogni canzone rincorresse la successiva e volesse scavalcarla. Il risultato, come molti hanno commentato, arriva da qualche parte tra Shop Assistants, Talulah Gosh e The Primitives. Ma le influenze storiche si trasformano in qualcosa di fresco e vitale, dimostrando che l’indiepop, ben lontano dall’essere morto, ha ancora molto da dire e da suonare.

Alberto Simoni - Area Contaminata

Paul St. Hilaire - w/ The Producers

Il disco selezionato da Alberto Simoni di Area Contaminata è il nuovo album di Paul St. Hilaire, leggendario artista originario di Dominica ma da trent’anni con base a Berlino, dove entrò presto in contatto con i pionieri della dub techno, Moritz Von Oswald e Mark Ernestus. I due utilizzarono il moniker Rhythm & Sound, per combinare ritmiche techno scheletriche con dub dai bassi molto profondi e la voce dai toni caldi di Paul St. Hilaire fu centrale al progetto.

Prendendo spunto dall’album di Rhythm & Sound w/ the artists, St. Hilaire ha ribaltato il concetto in questo suo nuovo lavoro intitolato: w/ The Producers, pubblicato dalla label tedesca Kynant. Qui ad alternarsi non sono le voci ma i produttori, in gran parte artisti emergenti della nuova scena tra dub techno, con l’eccezione di due veterani come Mala e Shinichi Atobe. La continuità invece è rappresentata dalla voce di St. Hilaire che funge da filo conduttore per l’intero album e si conferma una delle più profonde ed evocative in circolazione.

 

Max Bello - Seed

Robert Glasper - Keys to the City: Volume One

"Keys to the City: Volume One" ultimo lavoro di Robert Glasper, pubblicato lo scorso 10 ottobre, si tratta di un progetto live, non un album in studio tradizionale. Racchiude difatti selezioni tratte dalle registrazioni dei cinque anni della residenza “Robtober” di Glasper al Blue Note di New York.

Glasper ha scelto 9 tracce che, a suo avviso, incarnano momenti‑chiave di questa sua fiorente esperienza, con possibilità di contare su un cast stellare: troviamo collaborazioni con Black Thought, Thundercat, Norah Jones, Esperanza Spalding, Bilal e altri.

Il risultato finale è un ibrido fra jazz, soul, R&B, improvvisazione, e “live concert experience” che dà all’album un carattere vivo, come se fossi parte del pubblico.

Keys to the City: Volume One* è un progetto ambizioso che mette in luce il lato vivo, imperfetto e comunitario della musica di Robert Glasper. E' un ritratto di ciò che Glasper fa con il live, di quanta fiducia ha nei suoi colleghi sul palco, e di quanto crede nella musica che respira.

 

Zamp - 2 or Die

TEAL DREAMS - Yazmin Lacey

Dopo aver quasi rischiato un attacco di narcolessia con il nuovo album di Dave, il noiosis- plurincensato grande liricista di Brixton acclamato da tutta la critica terrestre e celeste, solo una iniezione  dopaminica d’emergenza avrebbe potuto salvarmi dalle rapaci braccia di Morfeo. 

Sembrava tutto perduto, e invece, per fortuna, viene in mio auto una talentuosissima ragazza conterranea del soporifero Dave: è Yazmin Lacey, con il suo nuovissimo Teal Dreams. Uscito lo scorso venerdì 24 ottobre, questa ragazza di Londra da quando ha fatto quella fortunata comparsa sul disco degli Ezra Collective è diventata  per me una presenza costante e necessaria nelle routine di rigenerazione dopaminica. Una voce arricchita da arrangiamenti musicali che ne valorizzano i dettagli, i vibrati soul e le parole intrise di esperienze di vita reali, allegre, innamorate, nostalgiche e introspettive all’evenienza. A due anni dall’esordio con il suo primo disco Voice Notes, Teal Dreams è una prova realmente convincente, che neanche a dirlo, è il suo secondo disco.  

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MorraMc - Class+

James K - Friend

Il disco della settimana per Class+, scelto da MorraMc, è il terzo lavoro dell’artista e produttrice newyorkese Jamie Krasner, in arte James K. La sua musica viene spesso descritta come un intreccio di dream pop, trip hop, shoegaze e una nostalgia nebbiosa che avvolge ogni brano. Dopo gli anni a New York, James K si è trasferita a Berlino, dove sembra aver trovato la sintesi ideale per le sue sonorità elettroniche.

Con un passato tra studi sinfonici e scena noise, James K pubblica Friends all’inizio di settembre 2025, sorprendendo e convincendo pubblico e critica. L’artista era già nota per collaborazioni importanti, come quella con Yves Tumor, e per essere salita sul palco con Vegyn. Tuttavia, è proprio questo terzo album a segnare una svolta: un’uscita che ha conquistato molti nuovi ascoltatori e consolidato definitivamente il suo percorso artistico.

 

Laurent Fintoni - All Tomorrow's Archives

Saul Williams meets Carlos Niño & Friends at TreePeople

A questo punto potrebbe sembrare quasi uno scherzo, perché Laurent Fintoni finisce spesso per scegliere come disco del mese un album di Carlos Niño. Eppure, la ragione è semplice: Niño continua a creare la musica e l’arte con cui Fintoni desidera confrontarsi e che desidera ascoltare.

Questo lavoro è particolarmente speciale perché vede insieme Carlos Niño e Saul Williams, considerato uno dei più grandi poeti statunitensi della sua generazione, in un evento dal vivo alla fine del 2024. Accanto a loro compaiono ospiti di grande rilievo, tra cui Kamasi Washington e Aja Monet, due figure centrali dell’attuale scena jazz e poetica.

L’album esplora la terra fisica che abitiamo, le storie che l’hanno modellata e il potere del suono e delle parole nel tentativo di trovare una via d’uscita dalla follia della nostra condizione contemporanea — e, forse, anche la forza o la convinzione necessarie per affrontare il lavoro che ci attende.

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Cristian Adamo - Solo Lains

Ibaaku - Marjaan (Autoprodotto)

Nel giorno del solstizio d’estate in una Dakar del 2052, Marjaan, una giovane donna stremata dal peso della sua esistenza, intraprende una passeggiata urbana guidata dal jazz spirituale di Pharoah Sanders fino a una rivelazione luminosa di fronte all'Oceano Atlantico.

Queste sono le note che introducono il nuovo mini LP di Ibaaku, dal titolo Marjaan. Ibaaku è un produttore Senegalese di base a Dakar, sperimentatore di nuove sonorità provenienti dal continente africano tra afro futurismo e influenze della tradizione Joola.

Marjaan è un album delicato, dove riecheggiano le atmosfere più “sentimentali” ispirate a Pharoah Sanders, tra sax, percussioni, beat elettronici, ostinati armonici. Marjaan è un piccolo gioiello e Solo Lains ne consiglia l’ascolto.

 

Laura Marongiu - Solaris

James Massiah - Bounty Law 

Figura di culto a Londra e oltre, James Massiah ha recentemente pubblicato Bounty Law, un disco a metà tra l'album tradizionale e l'EP. Artista e poeta, in Bownty Law James Massiah elabora la rottura delle convenzioni e delle leggi relazionali (romantiche e non), in una sorta di western urbano immaginario.

Il progetto è compatto ma denso, pieno di dettagli e visioni: tra spoken word, elettronica e club culture, Massiah si muove con disinvoltura, guidato da una squadra di producer sperimentali (Cajm, Cold, 3o, Poundshop, Oliver Twist) e il mastering di Tommy Wallwork (Mount Kimbie). Le tracce scorrono tra atmosfere eleganti e notturne, passando dal salotto riflessivo di Pop Down alla dancehall ruvida e ipnotica di Peroxide.

Il suo flow è estremamente caratteristico, capace di stringere l'occhio alla dancehall, al grime e allo spoke word nel giro di poche tracce.

In occasione del rilancio della Strata-East Records, la pionieristica etichetta jazz indipendente fondata nel 1970 da Charles Tolliver e Stanley Cowell, la stessa etichetta ha prodotto uno speciale episodio radiofonico/documentario che esplora la storia e il suo impatto sociale e culturale.

Attraverso interviste, selezioni musicali e una ricostruzione del contesto storico, il programma ripercorre l'evoluzione di Strata-East dagli inizi negli anni Settanta alla sua rinascita odierna. La serie sottolinea l'importanza di Strata-East come baluardo dell'imprenditoria black, della libertà creativa e dell'espressione culturale. È disponibile per essere trasmessa per intero o in parti per le stazioni radio.

ON AIR SU NEU RADIO

Mercoledì 25 giugno alle 19.30

Sabato 28 e domenica 29 giugno alle 16.00

Sabato 21 giugno | NEU RADIO Summer Party

In occasione del lancio del palinsesto estivo di NEU RADIO, nel giorno in cui la luce sconfigge le tenebre, la festa si allarga nel parco della Montagnola, contaminando e mescolandosi con le realtà che la abitano: Frida nel Parco e Montagnola Republic.

Dalle 19.00 in poi, il party si sdoppia per festeggiare insieme ai suoi ascoltatori e a chi la radio la fa quotidianamente, aprendosi a tutti i gusti e a vari generi musicali.

Montagnola Republic

MADKID è tra i dj italiani più apprezzati attivo dal 1999, nominato a pieno titolo “The Juggling Maestro”.
Uno dei punti di riferimento della scena italiana per quel che riguarda l’arte di fare musica coi giradischi, capace di soddisfare ogni appassionato di black music, spaziando dal reggae al soul e al rap con selezioni uniche ed efficaci nel dance-floor.

Frida nel Parco
Edera, duo composto da Luca Garuffi (elettronica) e Salvo Ridolfo (batteria), torna con un nuovo live in gran parte inedito. Sul palco infatti verranno suonati alcuni brani tratti da TEMPO, album uscito a metà 2024 per la label ravennate Blooms Recordings, ma anche e soprattutto nuovi pezzi che faranno parte di un nuovo lavoro, in uscita a breve.
Nel nuovo album, e sul palco di Frida quindi, il duo si trasforma in trio, con l'inserimento di Pietro Trallori, alla tromba.

Una miscela difficilmente catalogabile di post rock elettronico, shoegaze, momenti di influenza jazz e tappeti ambient.

 

Prima e dopo il live, su entrambi i palchi selezione musicale a cura dei djs di Neu Radio.

 

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Enzo Baruffaldi - "Memoria polaroid - un blog alla radio"

Stereolab - "Instant Holograms On Metal Film" (Duophonic / WARP)

Quando ascolterete le prime note del disco della settimana di NEU Radio forse vi domanderete: di QUALE settimana stiamo esattamente parlando? La prima settimana del giugno 1970? Del 1994? Del 3801 dell’Era Spaziale?
Il nuovo album degli Stereolab, il primo in studio dopo quindici anni, suona inconfondibilmente e classicamente come loro, ma è anche un intrepido e spavaldo viaggio fuori dal tempo e dallo spazio.
Instant Holograms on Metal Film, dai primi arpeggi di synth fino all’ultimo dissolversi cosmico, vede il gruppo britannico riaffermare il proprio suono – che definiamo per semplicità “retro-futurista” - rendendolo più incisivo, sia sul piano emotivo che su quello politico, per niente nostalgico.
Ricco di texture analogiche, groove motorik e armonie intrecciate, il disco non è un semplice ritorno alle origini, ma una rinascita consapevole, dal carattere agguerrito e poetico al tempo stesso.
L’album gioca su continui contrasti tra l’organico e il sintetico: clavicembali, pad quasi tridimensionali, austerità kraut, xilofoni, innesti di sezioni di fiati, improvvisazioni jazz, elettronica glitch e cambi di rotta improvvisi mantengono l’ascolto in costante movimento.
Più che reinventarsi, gli Stereolab perfezionano la loro visione e il loro manifesto, come sempre ben sintetizzati in strofe che racchiudono spesso analisi sociali e politiche.
Resistenza, immaginazione, bellezza come autentica sostanza della vita. Instant Holograms on Metal Film non è un esercizio intriso di malinconia, ma un’opera viva, in equilibrio tra distacco sereno e slancio visionario, che afferma la forza delle differenze e delle infinite possibilità.

 

Luca Garuffi - Stagione Zero

Mac Miller - Album: Balloonerism (Warner)

Balloonerism, è il secondo album postumo del rapper di Pittsburgh, Mac Miller.

Come molti sapranno Mac Miller ci ha lasciati nel 2018. Infatti Balloonerism è stato composto e registrato interamente da Miller nel 2014. Poi è stato, inspiegabilmente, accantonato.

Balloonerism riesce in un'impresa spesso quasi impossibile per il rap dei giorni nostri: quella di essere acuto e ricercato, ma allo stesso tempo orecchiabilissimo, quasi pop in tanti passaggi. Tecnico e morbido allo stesso tempo. Rivolto al grande pubblico, ma mai banale o ruffiano, o per meglio dire: ruffiano si, ma in modo intelligente e molto spesso tagliente nei testi.

Segnaliamo su tutte i cori spigolosi di "Do You Have A Destination?"; il bellissimo beat rotolante di "Stoned" e la morbida ballad "Funny Papers".

 

Alberto Simoni - Area Contaminata

Resonance: 10 years of vibrational sounds from the heart of Invisible Inc

Resonance: 10 years of vibrational sounds from the heart of Invisible Inc è il titolo della compilation che celebra l’anniversario dei 10 anni della label di Glasgow.

Pubblicata in formato digitale e in doppio vinile rosa, contiene 17 tracce che esplorano l’ampia gamma di sonorità che caratterizzano la label, ovvero: kosmische, downtempo, ambient, dub, elettronica dalle tonalità psichedeliche, le quali nel complesso, pur nella loro diversità, rappresentano un comune denominatore che il fondatore e colui che gestisce l’etichetta, Gordon Mackinnon, noto come GK Machine ha in mente e che tiene legate le varie uscite della Invisible Inc.

Tra gli artisti qui presenti ci sono nomi familiari per chi ha seguito l’etichetta di scozzese in questi anni come: Sordid Sound System, Higamos Hogamos e Legion of Green Man, solo per citarne alcuni. La maggioranza dei nomi qui presenti però, fanno il loro debutto sulla label. Ricordiamo tra questi: The Mediators (un trio che annovera tra le sue fila Andy Heardley dei Zoviet France), Girls Chat Room (metà dei Zillas on Acid), e il maestro americano dell’avantgarde David Van Tieghem. Senza alcun dubbio questa compilation rappresenta un altro centro per l’Invisible Inc e testimonia l’ottimo stato di salute della label.

 

Andrea Moretti aka Banderas - Paradisco

Horse Meat Disco Presents Disco & Boogie from Brazil Vol.1

La Mr. Bongo records ha atteso 13 anni affinché i ragazzi della Horse Meat Disco potessero selezionare diversi brani disco e boogie rigorosamente from Brazil.

Hanno visitato il paese tutti gli anni, quasi sempre durante il carnevale di Rio, spesso accompagnati da ospiti d’onore, come Princess Julia e hanno carpito il meglio dell’underground più sculettante.

Sedici brani “quente quente” alcuni emersi anche dai sintetici ma caraibici anni ’80. Comprando l’album troverete anche tre bonus track che non saranno presenti nelle piattaforme di streaming online.

Non provate neanche a mettervi comodi perché sarà impossibile rimanere sulla sedia. E fatevi pure venire l’acquolina in bocca perché, come avrete notato, questo è soltanto il primo volume.

 

Mercoledì 11.06.25 L.O.G. è felice di annunciare per la prima volta a Bologna l’artista e compositrice di musica elettronica JakoJako live.

JakoJako si dedica a esplorare gli spazi tra i lati tecnici ed emozionali della musica elettronica, ricercando una relazione con il suono che implementi sia la conoscenza rigorosa che l’intuizione sfrenata.

L'approccio poliedrico dell'artista l'ha portata a esibirsi in alcuni dei festival di musica elettronica più rispettati al mondo, tra cui Dekmantel, Awakenings e Fusion, fino a importanti istituzioni culturali come la Royal Albert Hall e il Barbican. Le sue produzioni su etichette come Tresor, Mute e Leisure System, e i remix per New Order e Martin Gore, tra gli altri, sono caratterizzate da arrangiamenti sonori che parlano sia di vastità che di intimità.

Impegnata nella ricerca sull'uso dell'hardware, la produzione artistica di JakoJako è costruita sulla tensione e sul rilascio, con forme e strutture in continua espansione che giocano con i contorni del genere techno convertendo l’energia cinetica in momenti di pura catarsi da dancefloor. La sua musica sembra continuamente ricercare nuovi contesti per esistere, e questa continua ricerca di nuove energie continua a garantire che JakoJako sia una delle artiste più intriganti della musica elettronica odierna.

Layers Of Glue è prodotto da TANK e Ass. Circe in collaborazione con MAMbo – Museo d’Arte Moderna Bologna, con il supporto di Neu Radio.

 

Ascolta: https://soundcloud.com/jakojako_live
RA: https://it.ra.co/events/2159955

Door 21:00 Start 21:30

MAMbo - Museo d’Arte Moderna Bologna (foyer)

Tickets 17€ solo Dice + commissione Dice link: https://link.dice.fm/Sca0b2771402
Non sarà possibile acquistare i biglietti in loco.

NO PHOTO – NO VIDEO
- Ricorda che agli eventi LOG verranno posti degli adesivi sulle fotocamere dei vostri devices.
Rispetta chi ti sta attorno! Rispetta il lavoro degli artisti!

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Il live di JakoJako è stato annullato per motivi tecnici e sarà rimandato alla prossima stagione.

L'artista ha comunicato di avere avuto un guasto ad un pezzo fondamentale della strumentazione che non permette di riprogrammare l'evento a stretto giro.

Il rimborso dei biglietti già acquistati sarà disponibile direttamente sulla piattaforma Dice.

JakoJako, lo staff di TANK e NEU Radio si scusano per l’inconveniente.