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I migliori dischi di settembre 2026

28 Settembre 2026
Dimentica l'algoritmo: sono i nostri redattori musicali a guidarti nel flusso delle novità!
Scopri i migliori album di settembre, e ascolta il podcast con la recensione e un brano tratto da ciascun disco!

Laurent Fintoni di All Tomorrow's Archives

Saul Williams - Leap Life

Saul Williams è uno dei poeti più importanti della nostra generazione. Dai suoi primi lavori nell’ambito dell’hip-hop e della musica elettronica al suo debutto cinematografico nel film Slam del 1998, fino alla sua attuale posizione di punto di riferimento per una generazione il cui futuro è stato svenduto in nome della conquista e del progresso, Saul ha sempre detto ciò che andava detto e ha trovato diversi mezzi attraverso cui farlo. La sua penna è potente e funky; la sua poesia vibra di un ritmo che ci spinge a riflettere sul fatto che vivere la fine della storia non significa arrenderci, ma piuttosto alzarci in piedi e rivendicare ciò che ci spetta di diritto. Leap Life è il suo primo album in 7 anni, un omaggio alla sua nascita in un giorno che, secondo i nostri calendari, ricorre solo ogni quattro anni, e una raccolta di testi e musica che riflette la sua recente svolta verso una combinazione di parole e suoni che può sembrare più soft in superficie, ma che colpisce con la stessa forza di alcune delle sue opere più note e dinamiche. Leap Life, proprio come tutte le opere di Saul, musicali e non, richiede la vostra attenzione e pone la domanda: come possiamo riconquistare i nostri sogni?

 

La Totta di Uniquest

Beck - Ride Lonesome

Ci sono voluti dodici anni tra Sea Change e Morning Phase, e altri dodici perché Beck tornasse alla sua dimensione più intima e cantautorale.

Nato negli anni che seguono la fine del suo matrimonio, Ride Lonesome parla di perdita, solitudine e di quel momento in cui una strada che pensavi di percorrere insieme a qualcuno continua, invece, in solitaria. Non a caso il titolo viene da un vecchio western: Beck diventa un viaggiatore solitario che prova a ritrovare la strada di casa.

Attorno alla sua voce, più fragile e diretta, ritroviamo i musicisti di Sea Change e Morning Phase: chitarre acustiche, pedal steel, pianoforte, arpa e archi costruiscono un folk delicatissimo, sospeso, a tratti quasi ipnotico. Una musica fatta di grandi spazi, polvere e memoria, in cui anche la malinconia riesce stranamente a essere calda e accogliente.

Ed è forse questo il piccolo miracolo di Ride Lonesome: Beck torna a cantare il vuoto e riesce, ancora una volta, a riempirlo di bellezza.

 

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