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I migliori dischi di giugno 2026

10 Giugno 2026
Dimentica l'algoritmo: sono i nostri redattori musicali a guidarti nel flusso delle novità!
Scopri i migliori album di giugno, e ascolta il podcast con la recensione e un brano tratto da ciascun disco!

La Totta - Uniquest / Portico

Aldous Harding – Train On The Island

Ci sono artisti che cambiano disco dopo disco e altri che sembrano continuare a scavare nello stesso territorio, trovando ogni volta nuove sfumature. Aldous Harding appartiene decisamente alla seconda categoria. Con Train On The Island, il suo quinto album e il quarto realizzato insieme a John Parish, la cantautrice neozelandese torna a muoversi in quel mondo sospeso tra folk, pop da camera, psichedelia e straniamento che ormai è diventato il suo marchio di fabbrica.

Registrato ai Rockfield Studios in Galles, il disco non cerca mai l'effetto speciale. Anzi, spesso sembra sottrarsi all'attenzione dell'ascoltatore, preferendo suggerire piuttosto che dichiarare. Eppure, proprio in questa apparente semplicità si nasconde una delle sue qualità migliori.

Le canzoni si muovono leggere, costruite attorno a pianoforte, chitarre, pedal steel, percussioni essenziali e arrangiamenti che lasciano respirare ogni nota. "I Ate The Most" apre il disco con un'atmosfera intima e misteriosa, mentre "Worms" è uno dei momenti più riusciti, capace di trasformare pochi elementi in qualcosa di profondamente emotivo. Il duetto con H. Hawkline in "Venus In The Zinnia" porta invece una luminosità quasi inattesa, senza rompere l'incantesimo che attraversa tutto il lavoro.

La sensazione costante è quella di trovarsi davanti a un album che non vuole essere immediatamente decifrato. Harding continua a scrivere testi enigmatici, pieni di immagini che sembrano apparire e scomparire come in un sogno, mentre la sua voce resta uno strumento espressivo unico: teatrale, ironica, fragile e distante allo stesso tempo.

Se Warm Chris aveva mostrato una vena più aperta e melodica, Train On The Island sembra cercare un equilibrio diverso. È un disco che amplia ulteriormente il linguaggio dell'autrice, accogliendo suggestioni pop, country e persino jazz senza mai perdere la propria identità. Il folk resta sullo sfondo, ma viene continuamente deformato, reinventato e spinto verso territori imprevedibili.

Non è probabilmente il lavoro più immediato della sua carriera, ma è uno dei più coerenti. Un album che richiede tempo, attenzione e qualche ascolto in più, ma che finisce per rivelare una profondità rara. A dodici anni dal debutto, Aldous Harding continua a essere una delle voci più originali e affascinanti della musica contemporanea.

 

Enzo Baruffaldi - "Memoria polaroid - un blog alla radio"

Slippers - "Slipper 08" (K Records / Perennial Death)

Madeline Georgiana Babuka Black, in arte solo Madeline BB, canta, suona la chitarra e la batteria (anche nelle formazioni dei Le Pain e degli Yucky Duster) e coltiva una passione parallela per l’animazione che affonda le radici in un’infanzia folgorata da Cartoon Network. Ora esordisce da solista con il progetto Slippers e un album pubblicato dalla prestigiosa K Records, in collaborazione con Perennial Death, trovando la formula perfetta per un indiepop fatto di canzoni brevi, colorate e sorprendentemente profonde.

“Slippers 08” è uno di quegli album che sembrano arrivare da un tempo parallelo. Madeline prende gli ingredienti più semplici e irresistibili (chitarre scintillanti, power pop, armonie da girl group Anni Sessanta, quel pizzico di lo-fi da cameretta) e li assembla con una precisione quasi disarmante. Merito anche della presenza del cantautore Mo Troper alla produzione. Il risultato è un album che dura poco più di mezz’ora ma lascia addosso la sensazione di avere raccontato una vita.

Le canzoni sono spesso sotto i due minuti, eppure dentro ci trovi interi mondi. C’è la lezione dei Beatles e dei Beach Boys, l’incedere sghembo di un certo twee-pop anni Novanta, la delicatezza contemporanea di voci come Frankie Cosmos o Lande Hekt, una sensibilità melodica che rende ogni ritornello familiare già dal primo ascolto. La vera magia, però, è nel contrasto tra forma e contenuto. Le superfici sono luminose, leggere, dolcissime, ma sotto si agitano dubbi, malinconie e piccoli fallimenti quotidiani. Madeline BB ha un talento speciale nel trasformare una frase apparentemente romantica in una battuta ironica, o nel nascondere una riflessione amara dentro una melodia che sembra uscita da un cartone animato del sabato mattina.
“Slippers 08” è un disco che ti conquista con naturalezza e spontaneità. In un’epoca in cui tutto sembra spingere verso la complicazione e l’artificio, questo album ci ricorda la verità delle piccole grandi canzoni pop, quelle che ti fanno sentire semplicemente più umano e vivo.

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